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Come recuperare file cancellati dopo formattazione

Ci è successo, recentemente, di aver:

  1. formattato il computer, senza prima aver salvato dei dati importanti dall’hard disk,
  2. cancellato, per sbaglio, il contenuto dell’hard disk esterno, collegato al PC, su cui erano archiviati dei file importanti.

Può succedere, l’importante è sapere come fare per rimediare.

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Se le zone del disco in cui erano stati salvati i file, che abbiamo dimenticato di copiare, non sono state sovrascritte da altri dati, si può recuperare tutto (o quasi) anche dopo la formattazione.

Per fare ciò, basta ricorrere all’uso di alcuni programmi appositi, dei software compatibili sia con Windows che con macOS (oltre che con Linux), utilizzabili sia gratis che a pagamento. Sono abbastanza semplici da impiegare e non richiedono conoscenze tecniche particolari.

L’unico requisito fondamentale, è quello di avere un po’ di tempo a disposizione, per attendere che sia finita la scansione del disco e per procedere a recuperare file cancellati dopo formattazione.

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Scopo di questo articolo è quello di spiegare, fin nei dettagli, tutto ciò.

Informazioni utili e raccomandazioni

Adesso iniziamo a vedere come fare per recuperare file cancellati dopo formattazione, prima, però, facciamo qualche precisazione.

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Intanto c’è da dire che, per riuscire nell’operazione, è necessario che le zone in cui erano presenti i file che vogliamo recuperare, non siano state sovrascritte da altri dati.

Per aumentare le possibilità di un successo, è fondamentale ridurre al minimo l’uso del disco.

Quindi, se abbiamo bisogno di recuperare file cancellati dopo formattazione hard disk interno del nostro computer, meglio:

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  • scaricare un apposto software su un PC diverso,
  • copiarlo su una chiavetta USB o un altro drive esterno,
  • avviarlo direttamente da lì.

Per quel che concerne gli hard disk esterni, il download del programma può avvenire anche sul computer a cui l’unità è collegata.

Recuperare file cancellati dopo la formattazione sul computer

Vediamo ora in pratica come fare, e quali sono gli strumenti necessari per agire da Windows, macOS e Linux.

Disk Drill (Windows/macOS)

Disk Drill, è uno dei migliori software per il recupero dei dati cancellati, in grado di operare su tutti i principali tipi di unità e file system.

Supporta:

  • hard disk ed SSD (sia interni che esterni), ‌
  • smartphone, tablet,
  • chiavette USB, schede SD,
  • fotocamere,
  • videocamere e altri dispositivi.

Consente anche il recupero da:

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  • partizioni perse,
  • dischi formattati,
  • dischi non formattati,
  • dati RAW.

È disponibile sia per Windows che per macOS e, grazie ai suoi algoritmi avanzati, permette di ripristinare e ricostruire documenti, foto, video, brani musicali e tanti altri tipi di file.

Inoltre, include delle funzioni per prevenire la cancellazione accidentale di dati, ad esempio Recovery Vault.

Recovery Vault mantiene i dati più importanti in un’area riservata del disco, e consente di recuperarli anche in caso di svuotamento del Cestino.

E’ presente la tecnologia S.M.A.R.T., che consente di monitorare di continuo lo stato di salute dei dischi e di agire sui dati.

Si può scaricare e usare Disk Drill gratis, in una versione che permette di recuperare fino a 500MB di dati. Per superare questo limite e accedere a tutte le funzioni del programma, è necessario passare alla versione completa (con prezzi a partire da circa 94 euro).

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Per scaricare Disk Drill gratis:

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  • collegarsi alla pagina di download del programma per
  1. Windows,
  2. o macOS,
  • cliccare sul pulsante Scarica gratis,

Successivamente, con un PC Windows:

  • aprire il file .exe ottenuto,
  • cliccare sui pulsanti Instal., Sì e Lancia, per completare l’installazione.

Con un Mac:

  • aprire il file .dmg scaricato,
  • trascinare l’icona di Disk Drill nella cartella Applicazioni.

Per entrambi i sistemi operativi:

  • avviare Disk Drill,
  • cliccare sul pulsante per accettare le condizioni d’uso del software, l
  • leggere la sua presentazione iniziale e scegliere se attivare la funzione di protezione dati Recovery Vault,
  • e/o se condividere dati d’uso anonimi con gli sviluppatori.

Fatto ciò:

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  • cliccare sul pulsante Iniziamo,
  • se utilizzi macOS, concedere a Disk Drill i permessi di per funzionare, cioè –
  1. digitare la password di amministrazione del Mac,
  2. accettare di aprire Preferenze di sistema,
  3. cliccare sull’icona del lucchetto presente in basso a sinistra,
  4. digitare di nuovo la password del Mac,
  5. spuntare le due caselle relative a Disk Drill nella schermata che si è aperta.

Ora si può avviare la ricerca dei file recuperabili dall’unità formattata:

  • selezionare il disco e la partizione di nostro interesse dalla finestra principale di Disk Drill,
  • spostarsi nel menu a tendina di destra,
  • scegliere il metodo di recupero che intendiamo utilizzare tra –
  1. Tutti i metodi di recupero, consigliabile per avere una scansione più approfondita,
  2. Analisi veloce,
  3. Analisi approfondita,
  4. Cerca partizioni perse,
  5. Alloca dati file system esistenti,
  6. Dati protetti non cancellati.
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Dopodiché:

  • cliccare sul pulsante Cerca dati persi ,
  • si visualizzeranno i contatori relativi a –
  1. Immagini,
  2. Video,
  3. Audio,
  4. Documenti,
  5. Archivi e altri file trovati da Disk Drill.

Senza interrompere la scansione, che comunque si può:

  • mettere in pausa e riprendere in qualsiasi momento,
  • usando i pulsanti presenti in alto a sinistra,
  • oppure selezionando la sessione precedentemente interrotta dalla barra laterale presente nella finestra principale di Disk Drill).

Si possono visualizzare i file trovati dal programma e ,disponibili per il recupero, facendo clic sulle suddette icone relative ai vari tipi di dati.

A questo punto:

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  • usare i menu Vista e Filtri (in alto) per scegliere la modalità di visualizzazione,
  • filtrare i dati recuperabili, ad esempio
  • si può attivare la visualizzazione per icona e files o per cartelle,
  • filtrare i file in base a dimensioni o data di cancellazione.

Una volta trovati i file di nostro interesse nei vari percorsi presenti in Disk Drill:

  • cliccare sulle rispettive icone a forma di occhio, per visualizzarne un’anteprima,
  • per recuperarli, assicurarsi che la scansione non sia ancora in corso (nel caso, interromperla),
  • spuntare le caselle relative ai file da ripristinare,
  • cliccare sul pulsante Recupera (in basso),
  • indicare il percorso in cui esportare il tutto,
  • cliccare sul pulsante OK per dare conferma.

Se vogliamo evitare una nuova cancellazione non voluta di dati, meglio attivare la funzione di protezione dati di Disk Drill, che protegge file e cartelle in un’area protetta del disco.

Per farlo:

  • selezionare la voce Protezione dati dalla barra laterale di sinistra (nella finestra principale di Disk Drill),
  • confermare di voler attivare la funzione in oggetto,
  • spostare su ON la sua levetta,
  • usare il pulsante Aggiungi per selezionare i percorsi da proteggere.

Per maggiori informazioni e approfondimenti circa il funzionamento di Disk Drill, si può consultare il sito ufficiale del programma.

PhotoRec (Windows/macOS/Linux)

Andiamo adesso a parlare di un altro software gratuito e di natura open source, con cui recuperare i file cancellati: PhotoRec.

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Per la precisione, consente di recuperare file d’ogni genere, cancellati da:

  1. hard disk,
  2. chiavette USB,
  3. schede di memoria,
  4. vari altri supporti.

Funziona su Windows, macOS e Linux, ma dispone di interfaccia grafica solo sul sistema operativo di casa Microsoft, mentre sugli altri OS va usato da riga di comando.

Viene fornito in coppia con TestDisk, un altro tool gratuito, che consente di recuperare le partizioni perse e di ripristinare i dischi non più avvianti, che però, nel nostro caso specifico non ci serve.

Per effettuare il download del programma sul proprio computer:

  • recarsi sul sito Web di PhotoRec,
  • cliccare sul collegamento relativo al sistema operativo in uso che troviamo in corrispondenza della sezione,
  • TestDisk & PhotoRec x.x (mese giorno, anno), Data Recovery.

A download completato, con Windows:

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  • estrarre l’archivio ZIP ricavato in una posizione a piacere,
  • avviare il file qphotorec_win.exe presente al suo interno,
  • dalla finestra che compare sullo schermo, fare clic sul pulsante Sì,
  • una volta visualizzata la schermata principale di PhotoRec, espandere il menu a tendina collocato in alto,
  • selezionare il disco da cui si vuole recuperare i file.

Successivamente:

  • cliccare sulla partizione primaria dell’unità (es. NTFS, FAT32 o exFAT),
  • a seconda del file system con cui questa è formattata, scegliere la voce
  1. FAT/NTFS/HFS+/ReiferFS e Free,
  2. oppure quella File system ext2/ext3/ext4,
  • indicare un’opzione tra –
  1. Libero: ricerca di documenti unicamente nello spazio non allocato (se abbiamo necessità di cercare i file cancellati nello spazio non allocato di un’unità che funziona ancora correttamente),
  2. Completo: Estrazione dei documenti da tutta la partizione (se dobbiamo trattare un disco danneggiato e quindi recuperare i dati dall’intera partizione).

In seguito

  • cliccare sul bottone Formati dei file situato in basso,
  • indicare le tipologie di file che ci interessa recuperare con PhotoRec mediante l’ulteriore finestra visualizzata,
  • fare tap sul pulsante Naviga per selezionare la cartella in cui vogliamo salvare i dati una volta recuperati,
  • premere sul bottone Cerca per avviare la procedura di analisi e di recupero dell’unità selezionata.

A processo ultimato, troveremo i file recuperati da PhotoRec nella cartella indicata in precedenza.

Se stiamo usando macOS:

  • aprire l’archivio tar.bz2 scaricato sul computer,
  • estrarne il contenuto in una cartella a piacere,
  • avviare il file photorec che si trova al suo interno,
  • facendo clic destro sulla sua icona e selezionando la voce Apri dal menu che compare.

Dopo aver compiuto questi passaggi si aprirà la finestra del Terminale:

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  • usare la freccia destra della tastiera per selezionare l’opzione Sudo,
  • premere il tasto Invio,
  • digitare la password di amministrazione del Mac,
  • selezionare l’unità relativa all’hard disk,
  • indicare la partizione sulla quale andare ad agire,
  • scegliere il file system con cui è formattata, specificando se effettuare solo la scansione dello spazio segnato come libero o se controllare in maniera approfondita l’intera unità.
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Infine:

  • indicare la cartella in cui salvare il contenuto recuperato dall’hard disk,
  • premere il tasto C sulla tastiera per confermare la volontà di avviare l’analisi,
  • attendere che il processo di recupero dei dati si concluda.

EaseUS Data Recovery (Windows/macOS)

Un altro programma per recuperare file cancellati dopo formattazione è EaseUS Data Recovery.

Si tratta di un software gratuito, disponibile sia per Windows che per macOS, che offre la possibilità di recuperare immagini, video, documenti, da hard disk, pendrive, schede SD e vari altri supporti.

Consente di acquisire al massimo 500 MB di dati (oppure 2 GB, condividendo il software online), superati i quali occorre passare alla variante a pagamento (con prezzi a partire da 66,69 euro/mese).

Per scaricare il programma sul computer:

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con Windows:

  • aprire il file .exe ricavato,
  • fare clic sul pulsante nella finestra che compare sul desktop,
  • premere sui bottoni Installa ora e Inizia ora.

con macOS:

  • aprire il pacchetto .dmg ottenuto,
  • trascinare l’icona del software nella cartella Applicazioni del Mac,
  • selezionare la voce Apri dal menu,
  • premere sul tasto Apri nella finestra mostrata, in modo da avviare il programma, andando così ad aggirare le limitazioni di Apple, verso le applicazioni, provenienti da sviluppatori non certificati (operazione che va eseguita solo al primo avvio).

Nella schermata principale del software che compare:

  • selezionare l’unità relativa all’hard disk dal quale si vuole agire,
  • premere il pulsante Scansione (su Windows) oppure su quello Scan (su macOS) che vediamo comparire.

A scansione ultimata, sarà mostrato l’elenco completo di tutti i file che il programma è stato in grado di individuare.

E’ possibile filtrarli per tipologia:

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  • facendo clic sulla voce Filtro in alto,
  • selezionando la categoria di file che ci interessa.

Invece, per visualizzare un’anteprima di specifici elementi:

  • farci sopra clic destro,
  • selezionare l’opzione adatta dal menu che si apre.

Per procedere con il recupero di determinati contenuti:

  • selezionarli e premere sul pulsante Recupera (su Windows),
  • oppure Recover Now (su macOS) posto in basso a destra,
  • indicare la posizione sul computer dove salvarli,
  • a processo ultimato, premere sul tasto Bene.

Recuva (Windows)

Altro strumento, per recuperare gratis file cancellati dopo formattazione, è Recuva.

Un programma a costo zero, specifico per sistemi operativi Windows con cui ripristinare:

  1. foto,
  2. documenti,
  3. video,
  4. altre tipologie di elementi cancellati erroneamente o in seguito a crash, virus e ulteriori problemi occorsi al computer.

È stato sviluppato dalla medesima software house di CCleaner ed è semplice da usare.

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Per scaricare Recuva:

A download ultimato:

  • aprire il file .exe ottenuto,
  • nella finestra che compare sul desktop, cliccare sul pulsante Sì,
  • selezionare Italiano dal menu a tendina per la scelta della lingua situato in alto a destra,
  • togliere la spunta dalla casella relativa all’istallazione di eventuali ulteriori programmi non indispensabili,
  • cliccare sul pulsante Installa,
  • fare tap su Avvia Recuva.

Adesso visualizziamo la finestra del software sul desktop:

  • cliccare sul pulsante Avanti,
  • mettere il segno di spunta accanto alla voce adatta alla tipologia di file che intendiamo recuperare,

Se vogliamo visualizzare l’elenco completo di tutti i file che erano presenti sull’hard disk e che possono essere recuperati:

  • lasciare la spunta su Tutti i file,
  • fare clic sul bottone Avanti.

A questo punto:

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  • selezionare la voce In una posizione specifica,
  • impostare l’unità C,
  • o la lettera relativa al disco da cui intendiamo recuperare i file,
  • nel campo sottostante, cliccando sul bottone adiacente Sfoglia,
  • premere sui pulsanti Avanti e Avvia, aspettando che venga visualizzata la lista degli elementi recuperabili,
  • mettere il segno di spunta in corrispondenza di quelli che desideriamo ripristinare,
  • fare tap sul bottone Recupera, selezionando la cartella di output.

I file che si possono recuperare senza problemi sono quelli contraddistinti dal cerchietto verde, mentre quelli con il cerchietto giallo sono parzialmente danneggiati e quelli con il cerchietto rosso lo sono completamente (o quasi).

Prima di ripristinare dei file, si può visualizzarne una loro anteprima:

  • facendo clic sul pulsante Passa a modalità avanzata, posto nella parte in alto a destra della finestra del programma,
  • selezionando i file di nostro interesse.

Se tra i file individuati da Recuva, non riusciamo a trovare quelli che volevamo recuperare, prima di avviare la procedura di ripristino, si può spuntare la casella accanto alla dicitura Attiva scansione approfondita, per eseguire una scansione più approfondita dell’hard disk.

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Recuperare file cancellati dopo la formattazione su smartphone e tablet

Il recupero dei file cancellati dopo la formattazione, è un’operazione che si può provare a effettuare anche su smartphone e tablet, sempre ricorrendo all’uso di alcuni appositi programmi o app per Android e iOS/iPadOS.

DiskDigger (Android)

Se vogliamo recuperare i file cancellati dopo formattazione del nostro smartphone o tablet Android, si può usare l’app DiskDigger.

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Questa permette di recuperare ogni genere di file rimosso dalla memoria interna del terminale (oltre che dalle schede SD inserite nello stesso), è disponibile in una versione base gratuita, con la quale recuperare solo i video in MP4 e in una versione a pagamento (che costa 3,37 euro), che consente di intervenire anche su tutti gli altri formati di file. Per funzionare correttamente necessita del root.

Per scaricare e installare DiskDigger:

  • accedere alla sua sezione del Play Store,
  • premere sul pulsante Installa (con un device senza servizi Google, scaricare l’app da store alternativi),
  • avviare l’app sfiorando la sua icona che è stata aggiunta alla home screen e/o al drawer.

Ora che visualizziamo la schermata principale di DiskDigger:

  • sfiorare il pulsante Concedi che vediamo comparire al centro dello schermo per concedere all’app i permessi di root,
  • selezionare la partizione da analizzare,
  • indicare le tipologie di file da cercare,
  • premere sul pulsante OK per avviare la procedura di analisi.

A scansione completata, i file trovati dall’app potranno essere recuperati:

  • selezionando le relative anteprime,
  • facendo tap sul bottone Recover collocato in alto a sinistra.

Successivamente, potremo decidere se:

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  1. salvare i dati su un servizio di cloud storage,
  2. inviarceli, tramite posta elettronica,
  3. salvarli in una cartella del dispositivo,
  4. oppure su un server FTP.

EaseUS MobiSaver Free (Windows/macOS)

Se usiamo un iPhone, oppure un iPad, e ci interessa recuperare i dati, che erano presenti su iOS/iPadOS prima del ripristino, si può usare EaseUS MobiSaver Free.

Si tratta di un software con cui è possibile recuperare i file, che sono stati rimossi dai device mobile Apple.

Funziona sia su Windows (su cui richiede iTunes) ,che su macOS e consente di intervenire sulla memoria del dispositivo oppure sui backup (sia in locale che su iCloud).

Di base è gratis, permette di salvare una foto o un video alla volta oppure cinque contatti alla volta. Per recuperare più dati occorre passare alla versione a pagamento (costa 64,95 euro).

Per scaricare EaseUS MobiSaver:

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  • collegarsi al sito Internet del programma,
  • fare clic sul pulsante Scarica gratis, contrassegnato dal logo del sistema operativo che stiamo usando.

Completato il download,

con Windows:

  • aprire il file .exe ottenuto,
  • dalla finestra che vediamo comparire sul desktop, cliccare sul pulsante Sì,
  • selezionare Italiano come lingua per l’interfaccia,
  • premere sul pulsante OK,
  • fare clic sul bottone Avanti,
  • selezionare la voce Accetto i termini del contratto di licenza,
  • cliccare ancora sul bottone Avanti (per altre due volte).

Adesso, deselezionare le voci relative all’installazione di eventuali strumenti aggiuntivi ,e concludere il setup premendo sui pulsanti Avanti, Installa e Fine.

Con macOS:

  • aprire il pacchetto .dmg ottenuto,
  • trascinare l’icona di EaseUS MobiSaver nella cartella Applicazioni del Mac,
  • farci clic destro, premendo sulla voce Apri nel menu che compare,
  • cliccare sul pulsante Apri nella finestra mostrata, così da aggirare le restrizioni applicate da Apple nei confronti degli sviluppatori non certificati (operazione da effettuare solo al primo avvio).

Ora che vediamo la finestra del programma sullo schermo:

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  • collegare l’iPhone o l’iPad al computer mediante il relativo cavo di ricarica,
  • fare clic sul pulsante Recupera da iOS dispositivo,
  • selezionare il nome del device,
  • cliccare sul pulsante Scansiona per avviare la procedura d’analisi.

A scansione conclusa:

  • servirsi della barra laterale di sinistra per esplorare i dati recuperati,
  • volendo si può spuntare le caselle relative solo alla tipologia di dati di nostro interesse per filtrare i risultati di ricerca,
  • trovati i file da recuperare, selezionarli e premere sul pulsante Recupera per effettuarne il salvataggio sul computer.

Se, dopo aver svolto questa operazione non troviamo nulla, conviene provare ad effettuare una scansione dei backup:

  • andando nuovamente sulla schermata principale di EaseUS MobiSaver Free,
  • scegliendo l’opzione per controllare i backup salvati in locale,
  • oppure quella per controllare i backup salvati online.
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