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Come rateizzare una cartella Agenzia Entrate-Riscossione

Per rateizzare una cartella dell’Agenzia delle entrate-Riscossione puoi usare il servizio online “Rateizza adesso” con SPID, CIE o CNS. Nel 2026, per debiti fino a 120.000 euro, puoi ottenere fino a 84 rate senza allegare documenti, dichiarando una temporanea difficoltà economica.

Ricevere una cartella di pagamento con un importo elevato può creare una situazione difficile, soprattutto quando non si dispone della liquidità necessaria per saldare immediatamente tutto il debito. In questi casi è possibile chiedere all’Agenzia delle entrate-Riscossione, chiamata anche AdeR, di suddividere l’importo in rate mensili.

Le regole sulla rateizzazione sono cambiate dal 1° gennaio 2025. Nel 2026, per ogni singola domanda che comprende debiti fino a 120.000 euro, è possibile ottenere fino a 84 rate mensili con una procedura semplificata e senza dover presentare documenti economici. Per richiedere da 85 a 120 rate oppure per importi superiori a 120.000 euro è invece necessario dimostrare la propria difficoltà economico-finanziaria.

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Che cosa significa rateizzare una cartella

Rateizzare una cartella significa dividere il debito complessivo in più pagamenti mensili. La somma dovuta non viene cancellata o ridotta, ma viene distribuita nel tempo secondo un piano di ammortamento stabilito dall’Agenzia delle entrate-Riscossione.

La rateizzazione può riguardare non soltanto le cartelle di pagamento vere e proprie, ma anche altri atti affidati ad AdeR, come:

  • gli avvisi di accertamento esecutivi dell’Agenzia delle Entrate;
  • gli avvisi di addebito dell’INPS;
  • alcuni debiti verso Comuni, Regioni e altri enti pubblici;
  • altri carichi affidati all’Agente della riscossione.

Alcuni enti locali, tuttavia, possono decidere di gestire autonomamente la rateizzazione dei propri crediti. Inoltre, determinati debiti, come alcune violazioni doganali o il recupero di aiuti di Stato, possono essere esclusi dalla dilazione. Prima di presentare la domanda è quindi opportuno controllare che il documento sia effettivamente rateizzabile.

Quante rate si possono chiedere nel 2026

Il numero massimo di rate dipende dall’importo inserito nella singola domanda e dalla possibilità di documentare la situazione di difficoltà economica.

Importo da rateizzareNumero di rate nel 2026Documenti economici
Fino a 120.000 euroFino a 84 rateNon richiesti
Fino a 120.000 euroDa 85 a 120 rateNecessari
Superiore a 120.000 euroFino a 120 rateNecessari

La soglia di 120.000 euro si riferisce all’importo complessivo inserito in ogni singola richiesta di rateizzazione. La rata mensile non può essere inferiore a 50 euro. Il contribuente può inoltre richiedere rate costanti oppure, quando previsto, rate di importo crescente di anno in anno.

Rateizzazione fino a 84 rate senza documenti

Quando il debito oggetto della domanda è pari o inferiore a 120.000 euro, nel 2026 è possibile chiedere fino a 84 rate mensili dichiarando semplicemente di trovarsi in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria.

Non è necessario allegare l’ISEE, la dichiarazione dei redditi o altri documenti contabili. La domanda può essere presentata direttamente online e, quando non sono presenti motivi ostativi, il piano viene normalmente generato attraverso il servizio digitale dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.

Rateizzazione fino a 120 rate con documentazione

La situazione cambia quando:

  • il debito supera 120.000 euro;
  • il debito non supera 120.000 euro, ma si vogliono chiedere più di 84 rate.

In questi casi bisogna dimostrare la temporanea difficoltà economico-finanziaria presentando una richiesta documentata.

Le persone fisiche e i titolari di ditte individuali in regime fiscale semplificato devono utilizzare il modello RDF. Per gli altri soggetti, come società e imprese in contabilità ordinaria, è previsto il modello RDG.

La valutazione viene effettuata in base alla tipologia di contribuente. Per le persone fisiche e le ditte individuali in regime semplificato viene generalmente considerato l’ISEE; per le imprese vengono utilizzati parametri come l’indice di liquidità e l’indice Alfa. La domanda documentata deve essere inviata tramite PEC all’indirizzo indicato nel relativo modello.

Come rateizzare una cartella online

Il metodo più semplice per rateizzare una cartella fino a 120.000 euro e ottenere un massimo di 84 rate è utilizzare il servizio “Rateizza adesso”.

1. Accedere al sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione

Apri il sito ufficiale dell’Agenzia delle entrate-Riscossione e seleziona il pulsante per entrare nell’area riservata dedicata a cittadini, imprese e professionisti.

2. Effettuare l’accesso

I cittadini possono accedere utilizzando una delle seguenti identità digitali:

  • SPID;
  • Carta d’Identità Elettronica, cioè CIE;
  • Carta Nazionale dei Servizi, cioè CNS.

Dopo l’autenticazione viene mostrata la propria posizione debitoria, con i documenti affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione.

3. Aprire il servizio “Rateizza adesso”

All’interno dell’area personale seleziona:

Rateizza il debito > Rateizza adesso

Il sistema mostra l’elenco delle cartelle e degli altri documenti che possono essere inseriti nella richiesta. È possibile selezionare i debiti che si desidera pagare a rate.

4. Scegliere le cartelle

Controlla attentamente:

  • il numero della cartella;
  • l’ente creditore;
  • l’importo residuo;
  • la data di notifica;
  • l’eventuale presenza di precedenti piani di pagamento.

Seleziona soltanto i documenti che vuoi inserire nel nuovo piano.

5. Indicare il numero di rate

Scegli il numero di rate mensili, rispettando il limite massimo mostrato dal sistema. Nel 2026, per una domanda non superiore a 120.000 euro, puoi arrivare fino a 84 rate.

Prima di confermare, valuta con attenzione se la rata è compatibile con il tuo reddito mensile. Un piano più breve comporta pagamenti più elevati ma un costo complessivo inferiore, mentre un piano più lungo riduce la rata mensile ma aumenta gli interessi di rateizzazione.

6. Inviare la richiesta

Dopo aver controllato tutti i dati, conferma e invia la domanda. Quando la richiesta può essere accolta automaticamente, il servizio permette di ottenere il provvedimento di accoglimento, il piano di ammortamento e i moduli pagoPA necessari per versare le rate.

Come presentare la domanda tramite PEC

Chi non vuole utilizzare il servizio online oppure deve presentare una richiesta documentata può procedere tramite Posta Elettronica Certificata.

I modelli aggiornati sono disponibili nella sezione Modulistica per la rateizzazione del sito ufficiale.

I principali modelli sono:

  • modello RS: rateizzazione fino a 120.000 euro e fino a 84 rate;
  • modello RDF: richiesta documentata per persone fisiche e ditte individuali in regime semplificato;
  • modello RDG: richiesta documentata per società, imprese e altri soggetti;
  • modello RDP: richiesta di proroga di un piano già esistente.

Il modello deve essere compilato, firmato e inviato all’indirizzo PEC indicato al suo interno, scegliendo quello relativo alla Regione o alla Provincia competente per i documenti da rateizzare.

È generalmente necessario allegare:

  • copia di un documento di identità;
  • cartelle o atti da inserire nella richiesta;
  • eventuale delega;
  • documentazione economica richiesta;
  • certificazione ISEE, quando prevista;
  • documenti contabili richiesti alle imprese.

Prima dell’invio è importante utilizzare sempre il modello più recente scaricato dal sito ufficiale, evitando moduli trovati su siti non aggiornati.

Quanto costa rateizzare una cartella

La rateizzazione non è gratuita. Sul debito vengono applicati gli interessi di dilazione previsti dalle disposizioni in vigore.

Ogni rata può comprendere:

  • una quota del debito principale;
  • sanzioni e interessi già presenti nel carico;
  • eventuali interessi di mora maturati;
  • interessi di rateizzazione;
  • spese di notifica;
  • eventuali costi relativi a procedure cautelari o esecutive già avviate.

Le spese di notifica e quelle relative alle procedure già intraprese vengono normalmente inserite nella prima rata. Per questo motivo la prima scadenza potrebbe avere un importo diverso rispetto alle rate successive.

Come pagare le rate

Una volta approvata la richiesta, l’Agenzia delle entrate-Riscossione invia il piano di ammortamento con gli importi e le scadenze. Vengono inoltre forniti i moduli pagoPA per effettuare i versamenti.

Le rate possono essere pagate:

  • dall’area riservata dell’Agenzia delle entrate-Riscossione;
  • tramite l’app Equiclick;
  • attraverso l’home banking;
  • presso banche e uffici postali;
  • nelle tabaccherie e nei punti aderenti a pagoPA;
  • presso gli sportelli AdeR;
  • mediante addebito diretto sul conto corrente.

Per attivare l’addebito automatico bisogna accedere all’area riservata e utilizzare il servizio “Attiva/revoca mandato SDD piani di rateizzazione”, presente nella sezione “Rateizza il debito”.

La domiciliazione è particolarmente utile perché riduce il rischio di dimenticare una scadenza. Bisogna però controllare che sul conto sia sempre disponibile il denaro necessario per eseguire l’addebito.

Che cosa succede dopo la richiesta di rateizzazione

Dalla presentazione della domanda e finché il contribuente rimane in regola con i versamenti, l’Agenzia delle entrate-Riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o nuove ipoteche e non può avviare nuove procedure esecutive sui debiti inseriti nel piano, salvo le eccezioni previste dalla legge.

La semplice presentazione della domanda, tuttavia, non cancella automaticamente un fermo o un’ipoteca già iscritti.

Dopo il pagamento integrale e puntuale della prima rata, un fermo amministrativo già disposto può essere sospeso, a condizione che tutti i debiti collegati al fermo siano stati inseriti nella rateizzazione. La sospensione permette di utilizzare il veicolo, ma non di venderlo o rottamarlo. La cancellazione definitiva avviene soltanto dopo il pagamento completo del debito interessato.

Anche alcune procedure esecutive già iniziate possono estinguersi dopo il pagamento della prima rata, purché non abbiano raggiunto una fase avanzata, come l’assegnazione delle somme pignorate o un incanto concluso con esito positivo.

Quando si decade dalla rateizzazione

Per le richieste presentate a partire dal 16 luglio 2022, la decadenza dal piano si verifica quando non vengono pagate otto rate, anche non consecutive.

Questo significa che non è necessario saltare otto pagamenti di seguito. Anche rate non pagate in momenti diversi vengono conteggiate ai fini della decadenza.

In caso di decadenza:

  • il debito residuo diventa immediatamente riscuotibile;
  • l’Agenzia delle entrate-Riscossione può riprendere le procedure di recupero;
  • decadono i benefici collegati al piano;
  • lo stesso debito potrebbe non essere più rateizzabile.

In particolare, i debiti compresi in una rateizzazione richiesta dal 16 luglio 2022 e successivamente decaduta non possono essere inseriti in un nuovo piano ordinario. Rimane invece possibile chiedere la rateizzazione di altri debiti che non facevano parte del piano decaduto.

Come chiedere la proroga del piano

Se, dopo l’approvazione della rateizzazione, la situazione economica peggiora, è possibile chiedere una proroga del piano prima che intervenga la decadenza.

La proroga può essere richiesta una sola volta e bisogna dimostrare il peggioramento della difficoltà economico-finanziaria. La domanda deve essere presentata tramite PEC utilizzando il modello RDP e allegando i documenti previsti per la propria categoria.

Per le persone fisiche viene generalmente richiesto l’ISEE aggiornato. L’Agenzia valuterà la nuova situazione e stabilirà il numero di rate ancora concedibili.

Consigli pratici prima di inviare la domanda

Prima di rateizzare, controlla che il debito sia corretto e realmente dovuto. Se la cartella riguarda un pagamento già effettuato, uno sgravio, una prescrizione riconosciuta o un provvedimento di sospensione, potrebbe essere più opportuno chiedere la sospensione della riscossione anziché accettare il debito attraverso un piano di pagamento.

Conserva sempre:

  • ricevuta della domanda;
  • provvedimento di accoglimento;
  • piano di ammortamento;
  • moduli pagoPA;
  • ricevute di ogni pagamento;
  • copia dell’eventuale PEC inviata.

Pro tip

Non scegliere automaticamente il numero massimo di rate. Calcola prima quanto puoi pagare ogni mese lasciando un margine per spese impreviste. Una rata leggermente più bassa e sostenibile è preferibile a un piano troppo impegnativo che rischia di decadere dopo alcuni mesi.

Puoi utilizzare anche il servizio ufficiale Rateizzazioni documentate – Simula il numero delle rate per avere un’indicazione preliminare sul numero massimo di rate e sull’importo del pagamento mensile nelle richieste documentate.

Differenza tra rateizzazione e rottamazione

La rateizzazione ordinaria non deve essere confusa con la definizione agevolata, comunemente chiamata rottamazione delle cartelle.

Con la rateizzazione:

  • il debito viene suddiviso in pagamenti mensili;
  • restano dovute le somme indicate nel carico;
  • vengono applicati gli interessi di dilazione.

Con la rottamazione, quando prevista da una legge specifica:

  • possono essere eliminate alcune sanzioni o alcuni interessi;
  • sono previste scadenze stabilite dalla legge;
  • sono ammesse soltanto determinate tipologie di debito;
  • la procedura e le regole sulla decadenza sono differenti.

Se una cartella è già inserita in una definizione agevolata, è quindi necessario verificare le regole specifiche di quella misura prima di presentare una normale domanda di rateizzazione.

Link utili

Domande frequenti sulla rateizzazione delle cartelle

Posso rateizzare una cartella senza presentare l’ISEE?

Sì. Nel 2026, per debiti fino a 120.000 euro e per un massimo di 84 rate, è sufficiente dichiarare di trovarsi in una temporanea situazione di difficoltà economico-finanziaria. Non è necessario allegare l’ISEE.

Quante rate posso ottenere per una cartella nel 2026?

Per una singola domanda fino a 120.000 euro puoi ottenere fino a 84 rate senza documentazione. Presentando i documenti economici puoi chiedere fino a 120 rate. Anche per debiti superiori a 120.000 euro il limite massimo è di 120 rate.

Qual è l’importo minimo di una rata?

L’importo di ciascuna rata non può essere inferiore a 50 euro. Il numero effettivo di rate dipende quindi anche dall’ammontare del debito.

Posso presentare la domanda con SPID?

Sì. Puoi entrare nell’area riservata dell’Agenzia delle entrate-Riscossione con SPID, CIE o CNS e utilizzare il servizio “Rateizza adesso”.

Che cosa succede se non pago una rata?

La rata rimane insoluta e possono essere applicati interessi di mora. Per i piani richiesti dal 16 luglio 2022, il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, determina la decadenza dalla rateizzazione.

Posso rateizzare nuovamente un piano decaduto?

Per le domande presentate dal 16 luglio 2022, i debiti compresi in un piano decaduto non possono generalmente essere nuovamente rateizzati. È però possibile chiedere una rateizzazione per debiti differenti che non erano compresi nel vecchio piano.

La rateizzazione cancella il fermo amministrativo?

Non immediatamente. Dopo il pagamento della prima rata, il fermo può essere sospeso se tutti i debiti collegati sono compresi nel piano. La cancellazione definitiva avviene dopo il pagamento integrale del debito.

Posso pagare le rate con addebito sul conto corrente?

Sì. Nell’area riservata è disponibile il servizio per attivare il mandato SDD e domiciliare le rate sul conto corrente indicato.

Approfondisci anche:

Rateizzazione 2026: riepilogo ufficiale

Per ogni richiesta fino a 120.000 euro, nel 2026 la semplice richiesta consente fino a 84 rate mensili senza documentazione economica. Per ottenere da 85 a 120 rate, oppure per importi superiori a 120.000 euro, occorre una richiesta documentata. La rata minima è di 50 euro.

  • La soglia di 120.000 euro si riferisce a ogni singola istanza.
  • La richiesta semplice si presenta con Rateizza adesso, modello RS via PEC o allo sportello.
  • Per cittadini l'area riservata e accessibile con SPID, CIE o CNS.

Fonti ufficiali: rateizzazione a semplice richiesta AdeR.

Guide correlate

Conclusione

Rateizzare una cartella dell’Agenzia delle entrate-Riscossione permette di distribuire il debito su un periodo più lungo ed evitare che un pagamento immediato comprometta il bilancio familiare o aziendale.

Nel 2026 la procedura è particolarmente semplice per gli importi fino a 120.000 euro: attraverso il servizio “Rateizza adesso” è possibile ottenere fino a 84 rate senza presentare documentazione economica. Per arrivare a 120 rate o dilazionare importi superiori è invece necessario inviare una domanda documentata.

Prima di confermare il piano, verifica che la cartella sia corretta, scegli una rata realmente sostenibile e conserva tutte le ricevute. Accedi al sito ufficiale dell’Agenzia delle entrate-Riscossione e controlla subito quali cartelle puoi rateizzare direttamente online.

David Rossi
Autore David Rossi

David Rossi è il fondatore di Soluzionecomputer.it e scrive guide pratiche sulla tecnologia da oltre 20 anni.

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