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NASpI 2026: requisiti, calcolo, domanda online e pagamenti
NASpI 2026: requisiti, domanda e pagamenti, con il controllo sulle dimissioni precedenti e gli adempimenti SIISL dopo il primo pagamento.
La NASpI è l’indennità mensile destinata, in presenza dei requisiti previsti, ai lavoratori subordinati che perdono involontariamente il lavoro. Nel 2026 la domanda deve essere inviata telematicamente all’INPS, normalmente entro 68 giorni dalla cessazione. Non conviene però aspettare l’ultimo momento: la data di presentazione può influire sulla decorrenza del pagamento.
Percorso consigliato: questa guida fa parte della raccolta Guide INPS, dove trovi altre procedure sullo stesso argomento.
Che cos’è la NASpI e a chi spetta
La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego è una prestazione economica erogata dall’INPS. È rivolta principalmente ai lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro senza averlo scelto, compresi apprendisti, soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato e dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.
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Segui il canale WhatsAppNon è invece la prestazione corretta per tutti i lavoratori autonomi o per i collaboratori iscritti alla Gestione Separata: per alcuni di questi ultimi può essere prevista la DIS-COLL, trattata in una guida separata.
Requisiti principali nel 2026
Prima di iniziare la procedura controlla soprattutto questi elementi:
- devi essere in stato di disoccupazione a seguito di perdita involontaria del lavoro;
- devi possedere almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
- la domanda deve essere presentata dopo la fine effettiva del rapporto;
- devi rispettare gli obblighi collegati alla disponibilità al lavoro e alle politiche attive.
Le dimissioni volontarie, in linea generale, non danno diritto alla NASpI. Esistono però eccezioni, per esempio dimissioni per giusta causa e alcuni casi tutelati durante maternità o paternità. Se la cessazione è particolare, verifica il motivo riportato nelle comunicazioni del datore di lavoro o chiedi assistenza a un patronato.
Quanto spetta: calcolo NASpI 2026
L’INPS calcola la prestazione partendo dalla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali. Per il 2026 la retribuzione di riferimento indicata dall’INPS è pari a 1.456,72 euro, mentre l’importo massimo mensile della NASpI non può superare 1.584,70 euro.
Se la retribuzione media è pari o inferiore alla soglia di riferimento, l’indennità corrisponde in linea generale al 75% della retribuzione media. Se è superiore, al 75% della soglia viene aggiunto il 25% della differenza tra retribuzione media e soglia, rispettando comunque il massimale annuale.
L’importo non rimane identico per tutta la durata: si applica una riduzione progressiva secondo le regole previste per età e mensilità. Il calcolo visualizzato online resta indicativo finché l’INPS non completa l’istruttoria.
Quanto dura la NASpI
La durata corrisponde alla metà delle settimane contributive utili maturate negli ultimi quattro anni. I periodi contributivi che hanno già dato luogo a precedenti prestazioni non vengono conteggiati nuovamente. Per conoscere il dato di partenza puoi prima controllare i contributi registrati dall’INPS.
Come presentare la domanda NASpI online
- Apri la scheda ufficiale NASpI dell’INPS.
- Premi il pulsante per utilizzare il servizio.
- Accedi con SPID, CIE, CNS o altra credenziale ammessa. Se hai difficoltà, consulta la guida per entrare nell’INPS con SPID o CIE.
- Controlla i dati anagrafici e i recapiti.
- Verifica i dati dell’ultimo rapporto e il motivo della cessazione.
- Indica eventuali attività lavorative o autonome e i redditi richiesti.
- Scegli la modalità di pagamento e controlla attentamente l’IBAN.
- Leggi le dichiarazioni, invia la domanda e scarica ricevuta e protocollo.
Non chiudere la pagina prima di aver salvato la ricevuta. Se la pratica non compare immediatamente, puoi seguire i passaggi per verificare lo stato delle domande INPS.
Scadenza dei 68 giorni e decorrenza
La regola generale prevede 68 giorni dalla cessazione. In alcune situazioni, come maternità indennizzata, malattia, infortunio o indennità di mancato preavviso, la decorrenza del termine può seguire regole specifiche. In caso di licenziamento per giusta causa il conteggio presenta una particolarità indicata dall’INPS. Quando esiste uno di questi eventi, non basarti su un calcolo approssimativo.
Dopo la domanda: DID e Centro per l’impiego
L’invio della domanda equivale alla Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro. Restano gli obblighi legati al Centro per l’impiego e al patto di servizio. Controlla email, SMS e comunicazioni ufficiali e non ignorare eventuali convocazioni.
Come controllare esito e pagamenti
Dall’area personale puoi consultare la domanda, l’esito, le comunicazioni e le disposizioni di pagamento. Per un controllo generale puoi usare anche la guida su come controllare i pagamenti INPS. Una disposizione visibile non significa sempre accredito immediato: i tempi bancari possono richiedere qualche giorno.
Errori da evitare
- presentare la domanda prima della cessazione;
- superare i 68 giorni pensando che l’invio sia automatico;
- inserire un IBAN non intestato o non correttamente associato al beneficiario;
- omettere attività lavorative o redditi che devono essere comunicati;
- non conservare ricevuta e numero di protocollo;
- ignorare richieste di documenti o convocazioni.
Domande frequenti sulla NASpI
Posso richiederla se il contratto a termine è scaduto?
Sì, la naturale scadenza di un contratto a termine è normalmente una cessazione involontaria. Restano necessari il requisito contributivo e tutte le altre condizioni previste. Controlla che la data di fine rapporto comunicata dal datore sia corretta.
Le dimissioni danno diritto alla NASpI?
Le dimissioni volontarie ordinarie generalmente escludono la prestazione. Possono essere tutelate le dimissioni per giusta causa e alcune dimissioni presentate nel periodo protetto di maternità o paternità. La motivazione deve essere documentabile e coerente con le comunicazioni obbligatorie.
Posso lavorare mentre ricevo la NASpI?
Un nuovo lavoro non produce sempre lo stesso effetto: in base a durata, reddito e tipologia può determinare sospensione, riduzione o decadenza. Comunica la nuova attività nei termini richiesti tramite NASpI-Com e non attendere che l’INPS la rilevi automaticamente.
Cosa faccio se la domanda viene respinta?
Apri il provvedimento e leggi la motivazione. Potrebbe mancare contribuzione, risultare una cessazione non tutelata o essere necessaria documentazione. Se ritieni l’esito errato, valuta riesame o ricorso con un patronato senza ignorare i termini indicati.
SIISL: cosa fare dopo il primo pagamento
L’iscrizione automatica al SIISL non completa tutti gli obblighi. Entro 15 giorni dall’inizio della fruizione, collegato al primo pagamento, accedi alla piattaforma, completa il curriculum e sottoscrivi il Patto di attivazione digitale. Segui poi le indicazioni del Centro per l’impiego per il Patto di servizio personalizzato. Consulta le istruzioni del Ministero per NASpI e DIS-COLL.
Dimissioni precedenti: il requisito aggiuntivo da controllare
Se nei 12 mesi precedenti la perdita involontaria del lavoro hai lasciato volontariamente un rapporto a tempo indeterminato, occorrono almeno 13 settimane di contribuzione tra quella cessazione volontaria e quella involontaria per cui chiedi NASpI. Non basta verificare soltanto le 13 settimane nei quattro anni.
Esistono eccezioni per cessazioni tutelate, tra cui dimissioni per giusta causa e nel periodo protetto di maternità o paternità. Porta al patronato date e motivazioni delle due cessazioni se hai dubbi. Il requisito aggiuntivo non cambia il metodo di calcolo di importo e durata. Fonte: chiarimento INPS sul nuovo requisito contributivo.
Conclusione
Per richiedere correttamente la NASpI 2026 servono soprattutto tempestività e dati coerenti. Presenta la domanda dopo la cessazione, controlla contributi e IBAN, conserva la ricevuta e monitora pratica e pagamenti. Per un caso lavorativo complesso, un patronato può verificare prima dell’invio il diritto e la documentazione.
Informazioni verificate sulle pagine INPS disponibili il 2 settembre 2026. Importi, soglie e procedure possono essere aggiornati dall’Istituto.

