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Domanda invalidità civile INPS 2026: guida completa

Per presentare la domanda di invalidità civile INPS bisogna rivolgersi prima a un medico certificatore. Nel 2026 la procedura cambia in base alla provincia: nei territori sperimentali il certificato medico avvia direttamente l’accertamento, mentre negli altri è necessario inviare anche la domanda amministrativa entro 90 giorni.

La domanda di invalidità civile permette di chiedere all’INPS il riconoscimento di una riduzione permanente della capacità lavorativa oppure, nel caso di minori e persone anziane, delle difficoltà nello svolgimento delle attività proprie dell’età.

Il riconoscimento può consentire di accedere, in presenza degli specifici requisiti sanitari e amministrativi, a prestazioni economiche, agevolazioni sanitarie, collocamento mirato, indennità e altri benefici.

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Dal 2025 è però iniziata una riforma che sta modificando gradualmente il procedimento. Nel 2026, quindi, non tutti i cittadini devono seguire gli stessi passaggi: la procedura dipende dal luogo di residenza o domicilio del richiedente.

Vediamo come funziona la domanda di invalidità civile INPS, quali documenti preparare e come controllare lo stato della pratica.

Che cos’è l’invalidità civile

L’invalidità civile è una condizione riconosciuta alle persone che, a causa di patologie, menomazioni fisiche, psichiche o sensoriali, presentano una riduzione permanente della capacità lavorativa.

Per i minori e per le persone che hanno superato l’età lavorativa, la valutazione non riguarda esclusivamente la capacità di lavorare, ma considera le difficoltà persistenti nello svolgimento delle attività quotidiane e delle funzioni proprie dell’età.

Il riconoscimento dell’invalidità civile non deve essere confuso con:

  • l’assegno ordinario di invalidità, che è una prestazione previdenziale collegata ai contributi versati;
  • la pensione di inabilità previdenziale;
  • il riconoscimento della disabilità ai sensi della Legge 104;
  • l’indennità di accompagnamento.

Queste condizioni possono essere valutate nello stesso procedimento sanitario, ma prevedono criteri e benefici differenti.

Chi può presentare la domanda

La richiesta può essere presentata da:

  • cittadini italiani residenti in Italia;
  • cittadini dell’Unione Europea legalmente soggiornanti e iscritti all’anagrafe del Comune di residenza;
  • cittadini extracomunitari legalmente soggiornanti in Italia con un permesso di soggiorno di almeno un anno;
  • genitori o rappresentanti legali di persone minorenni;
  • tutori, curatori o amministratori di sostegno, quando previsto.

La domanda può riguardare il riconoscimento di:

  • invalidità civile;
  • cecità civile;
  • sordità civile;
  • disabilità ai sensi della Legge 104;
  • condizioni utili per il collocamento mirato previsto dalla Legge 68/1999;
  • indennità di accompagnamento;
  • indennità di frequenza per i minori.

Il riconoscimento sanitario non comporta automaticamente il pagamento di una prestazione economica. Per ottenere un assegno, una pensione o un’indennità devono essere rispettati anche gli eventuali requisiti anagrafici, reddituali, di residenza e amministrativi previsti dalla specifica prestazione.

Domanda di invalidità civile INPS 2026: cosa cambia

Nel 2026 sono presenti due differenti procedure.

La prima è la nuova procedura sperimentale prevista dalla riforma della disabilità. In questo caso il certificato medico introduttivo trasmesso dal medico avvia direttamente il procedimento.

La seconda è la procedura tradizionale. In questo caso, dopo il certificato medico, il cittadino deve presentare anche una domanda amministrativa all’INPS entro 90 giorni.

Il sistema utilizzato dal medico riconosce automaticamente la residenza o il domicilio del richiedente e indirizza il certificato verso la procedura corretta.

Province in cui basta il certificato medico introduttivo

Nel 2026 la nuova procedura è attiva nei territori coinvolti nella sperimentazione.

Province coinvolte dal 1° gennaio 2025

  • Brescia;
  • Catanzaro;
  • Firenze;
  • Forlì-Cesena;
  • Frosinone;
  • Perugia;
  • Salerno;
  • Sassari;
  • Trieste.

Territori coinvolti dal 30 settembre 2025

  • Alessandria;
  • Aosta;
  • Genova;
  • Isernia;
  • Lecce;
  • Macerata;
  • Matera;
  • Palermo;
  • Teramo;
  • Trento;
  • Vicenza.

Province coinvolte dal 1° marzo 2026

  • Ancona;
  • Arezzo;
  • Ascoli Piceno;
  • Asti;
  • Bergamo;
  • Bologna;
  • Bolzano;
  • Brindisi;
  • Cagliari;
  • Caltanissetta;
  • Campobasso;
  • Caserta;
  • Catania;
  • Chieti;
  • Como;
  • Cosenza;
  • Crotone;
  • Cuneo;
  • La Spezia;
  • Mantova;
  • Massa Carrara;
  • Messina;
  • Milano;
  • Pavia;
  • Piacenza;
  • Pordenone;
  • Potenza;
  • Ravenna;
  • Reggio Calabria;
  • Rimini;
  • Roma;
  • Savona;
  • Sondrio;
  • Terni;
  • Torino;
  • Treviso;
  • Udine;
  • Venezia;
  • Verona;
  • Vibo Valentia.

Per chi risiede o è domiciliato in uno di questi territori, l’invio telematico del nuovo certificato medico introduttivo avvia direttamente l’accertamento. Non è necessario presentare una seconda domanda amministrativa per iniziare il procedimento.

Rimane comunque necessario comunicare all’INPS i dati socio-economici quando il riconoscimento sanitario può dare diritto a una prestazione economica.

La sperimentazione dovrebbe terminare il 31 dicembre 2026, con l’estensione della nuova procedura a tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027.

Come presentare la domanda nelle province sperimentali

Nei territori in cui è attiva la nuova procedura bisogna seguire questi passaggi.

1. Preparare la documentazione sanitaria

Prima dell’appuntamento con il medico è consigliabile raccogliere:

  • referti specialistici recenti;
  • lettere di dimissione ospedaliera;
  • esami diagnostici;
  • certificazioni delle strutture sanitarie;
  • relazioni mediche;
  • documentazione relativa alle terapie;
  • eventuali precedenti verbali di invalidità;
  • documenti che descrivono le limitazioni nelle attività quotidiane.

La documentazione dovrebbe essere aggiornata e riferita alle patologie per le quali si richiede il riconoscimento.

2. Rivolgersi a un medico certificatore

Il cittadino deve rivolgersi a un medico abilitato alla compilazione del certificato introduttivo.

Può trattarsi, ad esempio, del medico di famiglia, del pediatra di libera scelta o di un medico specialista abilitato.

Il medico inserisce:

  • dati anagrafici;
  • codice fiscale;
  • diagnosi;
  • patologie invalidanti;
  • eventuale richiesta di valutazione per l’accompagnamento;
  • eventuale richiesta relativa alla Legge 104;
  • documentazione sanitaria utile.

Il certificato viene trasmesso telematicamente all’INPS. Il cittadino deve farsi consegnare una copia e la ricevuta dell’invio.

Il rilascio del certificato potrebbe essere a pagamento. Il costo non è stabilito in modo uniforme, quindi è opportuno chiedere informazioni al medico prima della compilazione.

3. Attendere la convocazione o la valutazione

Dopo l’invio del certificato, l’INPS avvia il procedimento senza che il cittadino debba inviare una domanda separata.

Il richiedente potrà:

  • ricevere una convocazione per la visita;
  • essere invitato a integrare la documentazione;
  • ottenere, quando possibile, una valutazione effettuata sulla documentazione sanitaria disponibile.

Le comunicazioni vengono generalmente inviate attraverso i contatti registrati e sono consultabili nel Portale della disabilità.

4. Trasmettere i dati socio-economici

Se dalla valutazione può derivare una prestazione economica, bisogna comunicare i dati necessari per verificare il diritto al pagamento.

Tra le informazioni richieste possono rientrare:

  • redditi personali;
  • situazione lavorativa;
  • eventuali ricoveri;
  • dati relativi alla residenza;
  • modalità di pagamento;
  • codice IBAN;
  • eventuale rappresentante legale;
  • delega alla riscossione.

La comunicazione può essere effettuata attraverso il servizio INPS Dati socio-economici prestazioni di disabilità oppure con l’assistenza di un patronato.

Come fare domanda nelle province non sperimentali

Chi risiede al di fuori dei territori elencati deve seguire ancora la procedura tradizionale fino al 31 dicembre 2026.

1. Ottenere il certificato medico introduttivo

Il primo passaggio resta la visita presso un medico certificatore.

Il medico compila il certificato online e lo trasmette all’INPS, consegnando al cittadino:

  • una copia del certificato;
  • la ricevuta;
  • il numero identificativo del certificato.

Il certificato medico introduttivo ha una validità di 90 giorni.

2. Presentare la domanda amministrativa entro 90 giorni

Dopo l’invio del certificato, bisogna presentare la domanda di invalidità civile entro il termine di validità.

La domanda può essere trasmessa:

  • autonomamente dal sito INPS;
  • tramite un patronato;
  • attraverso un’associazione di categoria, come ANMIC, ENS, UICI o ANFFAS.

Per la presentazione autonoma è possibile utilizzare il servizio ufficiale Domanda di invalidità civile e accertamento sanitario.

Per entrare nel servizio sono necessarie credenziali personali:

  • SPID di livello 2;
  • Carta d’identità elettronica;
  • Carta Nazionale dei Servizi.

Durante la compilazione bisogna richiamare il certificato medico già trasmesso e inserire i dati richiesti.

3. Inserire i dati amministrativi

Nella domanda possono essere richieste informazioni riguardanti:

  • residenza;
  • cittadinanza;
  • attività lavorativa;
  • redditi;
  • ricoveri in strutture pubbliche;
  • modalità di pagamento;
  • codice IBAN;
  • eventuale tutore o rappresentante legale;
  • richieste sanitarie collegate alla Legge 104 o all’accompagnamento.

Alla fine della procedura è importante scaricare e conservare la ricevuta con il numero di protocollo.

Come presentare la domanda per un minore

La pratica deve essere presentata a nome del minore, che è il beneficiario del procedimento.

Non bisogna compilare la domanda come se il richiedente fosse il genitore. Le modalità di accesso possono dipendere dalla rappresentanza legale e dagli strumenti di identità digitale disponibili.

Per evitare errori, soprattutto nella compilazione dei dati socio-economici e nella richiesta dell’indennità di frequenza o dell’accompagnamento, è consigliabile rivolgersi gratuitamente a un patronato.

Il genitore dovrà generalmente portare:

  • documento di identità;
  • codice fiscale proprio e del minore;
  • certificato medico introduttivo;
  • documentazione sanitaria;
  • eventuali certificazioni scolastiche o terapeutiche;
  • coordinate bancarie;
  • documenti relativi alla responsabilità genitoriale, quando richiesti.

Quali documenti portare alla visita

Il giorno della visita bisogna avere con sé:

  • documento di identità valido;
  • tessera sanitaria;
  • copia del certificato medico introduttivo;
  • ricevuta della domanda, se prevista;
  • referti medici aggiornati;
  • cartelle cliniche;
  • esami diagnostici;
  • certificati specialistici;
  • elenco delle terapie seguite;
  • eventuali precedenti verbali INPS o ASL.

La documentazione dovrebbe descrivere non soltanto la diagnosi, ma anche le conseguenze concrete della patologia sulla vita quotidiana, sul lavoro, sulla mobilità e sull’autonomia personale.

È possibile farsi assistere durante la visita da un medico di fiducia, sostenendone gli eventuali costi.

Come richiedere la visita domiciliare

Quando la persona non può essere trasportata presso la sede della visita, il medico certificatore può inviare una richiesta di visita domiciliare.

La richiesta deve essere trasmessa online almeno cinque giorni prima della data della visita già fissata.

Il presidente della Commissione valuta la richiesta e comunica:

  • la data e l’ora della visita domiciliare;
  • oppure una nuova convocazione ambulatoriale, quando non viene riconosciuta la non trasportabilità.

Non è quindi sufficiente dichiarare autonomamente di non potersi presentare: serve un certificato medico specifico.

Cosa succede se non ci si presenta alla visita

In caso di assenza alla prima convocazione, il cittadino viene normalmente convocato una seconda volta.

Una successiva assenza non giustificata può essere considerata una rinuncia e determinare la decadenza della domanda.

Quando non è possibile partecipare alla visita, è importante contattare tempestivamente l’INPS e verificare le indicazioni riportate nella convocazione.

Come viene comunicato l’esito

Al termine dell’accertamento viene predisposto un verbale elettronico.

Il cittadino riceve generalmente due versioni:

  • una copia completa, contenente anche i dati sanitari;
  • una copia con il solo giudizio finale, utilizzabile per dimostrare il riconoscimento senza mostrare informazioni mediche riservate.

Il verbale può indicare:

  • la percentuale di invalidità riconosciuta;
  • l’eventuale condizione di handicap ai sensi della Legge 104;
  • il riconoscimento dell’accompagnamento;
  • il diritto al collocamento mirato;
  • un’eventuale data di revisione.

Una percentuale superiore al 74% può consentire l’accesso a prestazioni economiche, ma il pagamento dipende anche dal rispetto degli specifici requisiti amministrativi e reddituali.

Come controllare lo stato della domanda

Per controllare la pratica è disponibile il Portale della disabilità INPS.

Dopo l’accesso con SPID, CIE o CNS è possibile visualizzare:

  • certificato medico introduttivo;
  • domande presentate;
  • stato della pratica;
  • data, luogo e orario della visita;
  • comunicazioni dell’INPS;
  • verbali sanitari;
  • richieste di integrazione;
  • eventuali pagamenti;
  • date di revisione.

Chi non può utilizzare autonomamente i servizi online può richiedere la delega dell’identità digitale a una persona di fiducia oppure rivolgersi a un patronato.

Quanto tempo serve per ricevere l’esito

I tempi possono variare in base al territorio, alla disponibilità delle Commissioni, alla necessità di una visita e alla completezza della documentazione.

Nei territori in cui l’INPS gestisce l’accertamento sanitario in convenzione con la Regione, il procedimento dovrebbe concludersi entro 120 giorni dalla presentazione di una domanda completa.

Negli altri territori, il termine amministrativo dell’INPS è collegato alla ricezione del verbale sanitario trasmesso dall’ASL.

La presenza di documentazione incompleta, richieste di integrazione o ulteriori visite può allungare i tempi.

Come presentare una domanda di aggravamento

Chi possiede già un verbale di invalidità e ha subito un peggioramento delle proprie condizioni può presentare una domanda di aggravamento.

La procedura richiede normalmente:

  1. un nuovo certificato medico introduttivo;
  2. documentazione sanitaria che dimostri il peggioramento;
  3. l’avvio della procedura prevista nel proprio territorio;
  4. una nuova valutazione sanitaria.

Non è possibile presentare contemporaneamente più domande per la stessa prestazione mentre una pratica è ancora in corso, salvo le specifiche eccezioni previste per l’aggravamento.

Consigli pratici per evitare errori

Prima di avviare la procedura è utile seguire alcune precauzioni:

  • controllare che i referti siano aggiornati e leggibili;
  • verificare che il medico abbia indicato tutte le patologie rilevanti;
  • conservare la ricevuta del certificato;
  • presentare la domanda entro 90 giorni, quando richiesta;
  • indicare un numero di telefono e un indirizzo e-mail corretti;
  • controllare regolarmente il Portale della disabilità;
  • comunicare subito eventuali variazioni di residenza;
  • non ignorare le convocazioni;
  • trasmettere i dati socio-economici anche se il procedimento sanitario è partito automaticamente.

Pro tip

Non limitarti a presentare documenti che riportano soltanto il nome della malattia. Sono particolarmente utili le relazioni specialistiche che spiegano in modo chiaro come la patologia limita il lavoro, gli spostamenti, la cura personale, la comunicazione e le normali attività quotidiane.

Approfondisci anche:

Novità dal 1° giugno 2026 per le persone di almeno 70 anni

Nelle province coinvolte dalla sperimentazione, per le persone di almeno 70 anni il percorso dipende anche dalle condizioni indicate dal medico. Se sono presenti insieme patologie croniche e una progressiva perdita di autonomia si segue la procedura tradizionale e va presentata anche la domanda amministrativa entro 90 giorni; negli altri casi il certificato medico avvia direttamente il procedimento.

  • La regola speciale è operativa dal 1° giugno 2026 nelle aree sperimentali.
  • Nei territori non sperimentali continua la procedura precedente per tutti i richiedenti.
  • Il medico certificatore vede i campi corretti nel sistema e indica quale percorso seguire.

Fonti ufficiali: novità INPS per disabilità e over 70; certificato medico introduttivo INPS.

Guide correlate

Conclusione

La domanda di invalidità civile INPS inizia sempre dal certificato medico introduttivo, ma nel 2026 i passaggi successivi cambiano in base alla provincia di residenza o domicilio.

Nei territori sperimentali il certificato avvia direttamente l’accertamento; nelle altre province bisogna ancora presentare la domanda amministrativa entro 90 giorni. In entrambi i casi è fondamentale preparare una documentazione sanitaria completa, controllare le comunicazioni dell’INPS e trasmettere correttamente i dati socio-economici.

Prima di iniziare, verifica in quale procedura rientra il tuo territorio e conserva tutte le ricevute. In caso di dubbi, rivolgiti a un patronato per ricevere assistenza nella compilazione ed evitare ritardi o errori nella pratica.

Domande frequenti sulla domanda di invalidità civile INPS

Il certificato medico è sufficiente per chiedere l’invalidità civile?

Dipende dalla provincia di residenza o domicilio. Nei territori coinvolti nella sperimentazione della riforma, il certificato medico introduttivo trasmesso dal medico avvia direttamente il procedimento. Nelle altre province è necessario presentare anche la domanda amministrativa all’INPS entro 90 giorni.

Quanto dura il certificato medico introduttivo?

Nella procedura tradizionale il certificato medico introduttivo ha una validità di 90 giorni. Entro questo termine il cittadino deve presentare la domanda amministrativa all’INPS, altrimenti sarà necessario richiedere un nuovo certificato.

Come si presenta la domanda di invalidità civile online?

La domanda può essere presentata dal sito INPS accedendo con SPID, Carta d’identità elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. È possibile anche rivolgersi gratuitamente a un patronato o a un’associazione di categoria abilitata.

La domanda di invalidità civile è gratuita?

La presentazione della domanda sul sito INPS e l’assistenza del patronato sono generalmente gratuite. Il medico certificatore può invece richiedere un compenso per la compilazione e l’invio del certificato medico introduttivo.

Si può presentare la domanda di invalidità senza SPID?

Sì. Per accedere ai servizi INPS si possono utilizzare anche la Carta d’identità elettronica o la Carta Nazionale dei Servizi. Chi non dispone di credenziali digitali può rivolgersi a un patronato.

Quali documenti bisogna portare alla visita?

È consigliabile portare un documento di identità, la tessera sanitaria, il certificato medico introduttivo, la ricevuta della domanda e tutta la documentazione sanitaria aggiornata, come referti specialistici, cartelle cliniche, esami diagnostici e terapie seguite.

Invalidità civile e Legge 104 sono la stessa cosa?

No. L’invalidità civile valuta la riduzione della capacità lavorativa o le difficoltà nello svolgimento delle attività proprie dell’età. La Legge 104 valuta invece la condizione di handicap e le conseguenze sulla vita personale, sociale e relazionale.

Il riconoscimento dell’invalidità dà automaticamente diritto alla pensione?

No. Il riconoscimento sanitario non comporta automaticamente il pagamento di una prestazione economica. Il diritto dipende dalla percentuale di invalidità riconosciuta e dal rispetto dei requisiti di reddito, età, residenza e situazione lavorativa previsti.

Come si controlla lo stato della domanda?

Lo stato della pratica può essere controllato accedendo al Portale della disabilità o all’area personale del sito INPS. È possibile verificare le convocazioni, le richieste di integrazione, il verbale sanitario e gli eventuali pagamenti.

Cosa succede se non ci si presenta alla visita INPS?

In caso di assenza alla prima convocazione, il cittadino può ricevere una seconda convocazione. Un’ulteriore assenza non giustificata può essere considerata una rinuncia e causare la chiusura della domanda.

Come si richiede la visita domiciliare?

Se la persona non può essere trasportata presso la sede della visita, il medico certificatore deve inviare telematicamente una richiesta di visita domiciliare. La domanda deve essere presentata nei tempi indicati nella convocazione e sarà valutata dalla Commissione sanitaria.

Come si presenta una domanda di aggravamento?

In caso di peggioramento delle condizioni di salute è necessario richiedere un nuovo certificato medico introduttivo e presentare documentazione sanitaria aggiornata che dimostri l’aggravamento. La persona sarà sottoposta a una nuova valutazione sanitaria.

David Rossi
Autore David Rossi

David Rossi è il fondatore di Soluzionecomputer.it e scrive guide pratiche sulla tecnologia da oltre 20 anni.

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