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Come sapere se devi cambiare la TV

Presto, su tutto territorio italiano, sarà funzionante la nuova piattaforma digitale terrestre di ultima generazione: il DVB-T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial), facente parte del digitale terrestre del consorzio europeo DVB.

Per consentire la liberazione della banda 700 MHz, che dovrà concludersi entro il 30 giugno 2022,  in Italia, infatti, è stata disposta, a partire da gennaio 2023, l’attivazione dello standard trasmissivo DVBT-2 a livello nazionale.

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Da tale data non sarà più possibile la ricezione delle trasmissioni televisive se non con apparecchi di nuova generazione, oppure, se acquistati prima del dicembre 2018, resi idonei alla ricezione da apposito decoder.

Il Ministero dello sviluppo economico ha messo a disposizione un promemoria utile per verificare la compatibilità della propria TV o del decoder, ai nuovi standard di trasmissione, rintracciabile a questa  pagina .

Prima di acquistare un nuovo televisore o prendere un decoder è consigliabile, comuque, accertarsi se è ancora adatto oppure no.

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In questo articolo spiegheremo come fare per sapere se la nostra TV è da cambiare, e daremo anche alcune informazioni, di carattere generale sul passaggio al nuovo standard DVB-T2.

Informazioni preliminari

Cominciamo dalle basi: vediamo cosa significa la sigla DVB-T2: Digital Video Broadcasting — Second Generation Terrestrial il nuovo standard di trasmissione del segnale digitale terrestre.

In pratica è il formato di trasmissione, che prenderà il posto il vecchio standard DVB-T, in vigore in Italia dal 2008.

Oltre che con lo standard DVB-T2, le TV e i decoder, per poter ricevere e visualizzare il segnale emesso dalle antenne e dai ripetitori, da un certo periodo in poi, dovranno anche essere compatibili con il formato di compressione video HEVC (H.265) Main10 (ossia a 10 bit, lo standard di codifica massimo di qualità trasmissiva). Quest’ultimo rende possibile la ricezione di segnale video con risoluzione massima di 8192×4320 pixel (8K).

Con questo cambiamento ci sarà un miglioramento della qualità della trasmissione audio e video, garantendo un aumento della capacità trasmissiva (fino al 50% in più rispetto al DVB-T a parità di banda). Sarà possibile vedere canali trasmessi con la risoluzione massima 3840×2160 (Ultra HD 4K).

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Inoltre si è scelto di optare per il passaggio al nuovo standard per evitare interferenze di frequenza.

IL DVB-T, attualmente in funzione, sfrutta, infatti, le bande di frequenza comprese tra i 694 e i 790 MHz, lo stesso intervallo impiegato dalla rete dati telefonica 5G, la nuova tipologia che sostituirà la connessione 4G. Per evitare interferenze queste bande di frequenza saranno destinate, in futuro, interamente al 5G.

Per questi motivi a partire dal 20 ottobre 2021 le emittenti nazionali trasmetteranno con il formato di codifica MPEG-4, al posto del vecchio formato MPEG-2. Ciò comporterà che le TV potranno visualizzare soltanto i canali in alta definizione.

Per verificare se il nostro apparecchio è in grado di ricevere questo tipo di canali:

  • digitare 501 sul telecomando: dovremmo visualizzare Rai 1 HD,
  • digitando 502, 503 e così via, dovrebbero comparire altri canali che riportano la dicitura HD (ossia High Definition).

Se a partire dal 20 ottobre 2021 la nostra TV, o il decoder abbinato, non dovessero essere in grado di decodificare tali canali, saremmo costretti alla sostituzione di almeno uno di essi.

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Nel caso avessimo una TV senza decoder, si può scegliere di abbinarle un decoder compatibile con lo standard DVB-T2 HEVC Main10.
Per quanto riguarda le emittenti locali, potranno passare allo standard di codifica MPEG-4 dopo il 20 ottobre.

Successivamente a questa data avverrà il passaggio della trasmissione del digitale terrestre al nuovo standard DVB-T2 HEVC Main10 (switch off).

Il Governo ha deciso di scaglionare questa fase, suddividendo le regioni italiane in cinque Aree, per ognuna delle quali il passaggio avverrà a partire da una specifica data.

Qui di seguito abbiamo inserito il “calendario” dello switch off (spegnimento) previsto dal MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico).

  • Area 1A (Sardegna) – lo switch off avverrà tra il 15 novembre 2021 e il 18 dicembre 2021,
  • Area 2 (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia tranne le province di Mantova, Piacenza, Trento e Bolzano) – lo switch off avverrà tra il 3 gennaio 2022 e il 15 marzo 2022,
  • Area 3 (Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna tranne la provincia di Piacenza) – lo switch off avverrà tra il 3 gennaio 2022 e il 15 marzo 2022,
  • Area 4 (Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abbruzzo, Molise, Marche) – lo switch off avverrà tra il 1° marzo 2022 e il 15 maggio 2022,
  • Area 1B (Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania) – lo switch off avverrà tra il 1° maggio 2022 e il 30 giugno 2022.

A partire dal 2023 il DVB-T dovrebbe essere stato sostituito del tutto con il DVB-T2.

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Per ulteriori dettagli a proposito si può consultare il sito Web del MiSE.

Nel periodo in cui lo switch off avverrà nella regione in cui viviamo, non dovremo fare nulla, se non, in caso di problemi di visione dei canali, provare a effettuare la loro sintonizzazione.

Se la nostra abitazione fa parte di un condominio e sussistessero problemi anche per condomini, converrà sentire il parere di un tecnico antennista.

Come capire se la TV è da cambiare

Spieghiamo ora come sapere se la TV è da cambiare.

Se abbiamo ancora la sua scatola, le specifiche tecniche sono riportate sul retro o su uno dei lati, o il manuale potremmo già avere qualche informazione in più.

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Verificare se è menzionato lo standard di trasmissione DVB-T2 HEVC Main10 (o DVB-T2 H.265 Main10/10 bit).

Se sulla confezione o sul manuale c’è scritto DVB-T, sfortunatamente, la TV non è compatibile con il nuovo standard di trasmissione e quindi o dovremo sostituirla o collegarci un decoder.

Un altro controllo da fare sulla scatola o sul libretto delle istruzioni, è vedere se sono presenti i bollini lativù o lativù 4K: anche questi ultimi, infatti, sono indici della compatibilità con il nuovo standard di trasmissione.

Se i bollini sono presenti, potremo continuare a guardare i canali del digitale terrestre senza alcun problema.

Per l’elenco completo degli apparecchi che riportano i bollini lativù e lativù 4K possiamo controllare su questa pagina : cliccando sul pulsante Lista dei TV certificati (in fondo).

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Comunque già partire già dal 22 dicembre 2018 il Governo ha imposto la vendita di televisori in grado di ricevere e decodificare il segnale DVB-T2 HEVC Main10 (o di televisori necessariamente abbinati a decoder DVB-T2 HEVC Main10). Quindi, se abbiamo acquistato in Italia la TV che utilizziamo al momento, non sarà necessario sostituire la stessa.

Se non abbiamo più a disposizione la scatola, o il manuale delle istruzioni della nostra televisione oppure se non ci ricordiamo quando l’abbiamo comprata:

  • svolgere una ricerca su Google digitando nel motore di ricerca [nome modello e marca TV] specifiche o [nome modello e marca TV] DVB-T2 HEVC Main10,
  • visualizzeremo la pagina ufficiale del prodotto,
  • controllare la voce Specifiche,
  • o la voce Caratteristiche tecniche,
  • alla voce Sintonizzazione o Trasmissione/Ricezione, troveremo il riferimento allo standard di trasmissione del digitale terrestre.
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Un ultimo controllo che si può fare è:

  • provare a visualizzare i due canali test Rai e Mediaset, per avere la certezza che il proprio apparecchio sia compatibile o meno con il nuovo standard.

Per fare questo:

  • digitare 100 o 200 sul telecomando,
  • se visualizzeremo senza problemi delle schermate statiche, su cui è riportata la dicitura Test HEVC Main10, allora la nostra TV è perfettamente in grado di ricevere i canali trasmessi con il nuovo digitale terrestre,
  • se digitando 100 o 200 sul telecomando non appare alcun canale, si può provare a effettuare una risintonizzazione dell’ apparecchio,
  • nel caso in cui appaiano delle schermate nere,la TV o il decoder collegato ad essa, non possono ricevere il nuovo segnale digitale terrestre.

​Come cambiare TV

Se la nostra Televisione non è predisposta per il nuovo servizio: il Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto due differenti tipi di agevolazioni, per l’acquisto di televisori e decoder, compatibili con lo standard DVB-T2 HEVC Main10:

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  • Il primo bonus, detto Bonus TV – Decoder, è entrato in vigore con la legge di Bilancio 2019, ed è rivolto alle famiglie residenti in Italia con ISEE massimo di 20.000 euro. L’incentivo consiste in uno sconto di 30 euro ed è richiedibile da un solo membro di una famiglia, per l’acquisto di un solo apparecchio TV o un decoder, tra quelli elencati in questa pagina.
  • Il secondo bonus, noto come Bonus rottamazione TV, può essere richiesto da tutti i cittadini residenti in Italia senza limiti di ISEE. L’agevolazione consiste in uno sconto del 20% (fino a un massimo di 100 euro) sul costo di un nuovo televisore. Per accedere a questo bonus è necessario, inoltre, aver pagato regolarmente il canone Rai e “rottamare” un televisore acquistato prima del 22 dicembre 2018.

I bonus suddetti sono cumulabili e validi fino al 31 dicembre 2022 o fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

Nell’acquisto di una nuova TV dobbiamo tener conto anche di altri fattori come:

  • la risoluzione (Full HD, Ultra HD 4K, ecc.),
  • il tipo di pannello installato (LCD, LED, OLED, ecc.),
  • la presenza di funzioni smart. La possibilità di connessione a Internet, presenza di uno store virtuale con app installabili.

Se invece volessimo tenere il nostro apparecchio televisivo ed abbinarci un decoder adatto, bisogna tenere in considerazione:

  • lo standard DVB-T2 HEVC Main10,
  • che i decoder possono essere collegati alla TV tramite presa cavo HDMI o SCART,
  • la possibilità di connetterti a Internet, registrare trasmissioni e film, riprodurre contenuti multimediali memorizzati su supporti USB,
  • i prezzi che variano, in genere, tra i 20 e i 60 euro, a seconda della tipologia di specifiche e degli ingressi per le connessioni.

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