Come recuperare i dati da un telefono rotto

da | Smartphone

Chi, tra ognuno di noi, non ha pensato almeno una volta ”ma se mi si rompe il telefono e non posso più usarlo, che fine fanno tutte le mie cose: le mie foto, i video, i documenti”?

Nessuno spera possa capitargli una cosa del genere, ma ad ogni modo è sempre meglio essere preparati e, quindi, non è male imparare a risolvere il problema e quindi sapere come fare per recuperare i dati da un telefono rotto.

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Scopo di questo articolo è proprio quello di tranquillizzare, nel caso uno sia obbligato a cambiare il telefono, e non vuole perdere il suo passato digitale, scritto e memorizzato nel’ apparecchio vecchio, ormai fuori funzione. Nello shock di vedere il proprio cellulare in frantumi, che non si accende più, o addirittura ha lo schermo completamente rotto. Vedremo, quindi, come riprendere i nostri dati sia se il disastro è avvenuto con un Android, che con un iPhone.

Mostreremo le tecniche più efficaci per mettere al sicuro le foto, i video e i documenti a cui teniamo, sia partendo da un telefono che non si accende più, sia operando su uno smartphone il cui solo display è irrimediabilmente perso. Dopo aver letto, con attenzione queste righe, sarà possibile effettuare la soluzione che ci sembra più adatta, mettendola in pratica senza problemi.

Come recuperare i dati da un telefono Android rotto

Iniziamo ad affrontare l’argomento di come recuperare i dati da un telefono rotto che non si accende. Quando ci troviamo davanti uno smartphone Android che non dà più segni di vita, si può accedere ai dati salvati al suo interno, solo con specifici strumenti per accedere alla memoria flash del dispositivo e poterla leggere.

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Una soluzione potrebbe essere, dopo aver portato l’apparecchio in assistenza, di richiedere il recupero dei dati salvati al suo interno, ma è un’operazione non sempre possibile e piuttosto costosa.

Invece si possono provare altre possibilità, anche senza chiedere aiuto ad esterni:

  1. sostituendo la batteria,
  2. accedendo ai dati (o a una copia degli stessi) con la microSD,
  3. o accedendo ai cloud.

Vediamo quindi queste soluzioni nei dettagli.

Sostituire la batteria

Se il telefono non dà più segni di vita, la causa potrebbe essere dovuta ad una batteria usurata, o rotta, da non riuscire più a trattenere una carica sufficiente, a far accendere lo smartphone.

Si può quindi praticare la sostituzione della batteria usurata, se è rimovibile, acquistandone una nuova in un negozio di articoli per telefoni cellulari, oppure comprarla online, anche su Amazon.

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Se, invece, il telefono ha una batteria non estraibile, dobbiamo andare in un centro di assistenza autorizzato e richiederne la sostituzione.

Meglio sostituire la batteria fuori uso con una nuova di qualità, in quanto una batteria difettosa può danneggiare gravemente il telefono o chi lo utilizza, oltre che provocare corto circuiti o, addirittura, esplosioni in fase di ricarica.

Dopo aver sostituito la batteria, il telefono dovrebbe riaccendersi senza problemi. Una volta entrati nel sistema è, comunque, meglio creare un backup dei dati, aggiornandolo di volta in volta, per essere sicuri che, in caso di problemi, i file non vadano persi.

Recuperare dati dalla SD

Se il nostro smartphone ha una memoria espandibile e abbiamo trasferito i dati personali sulla microSD, è possibile recuperare i nostri file. Infatti, se il telefono ha smesso di colpo di non accendersi e non è stato a contatto con liquidi, temperature estreme o altre problematiche, che ne abbiano danneggiato l’hardware, c’è una buona possibilità che i dati salvati sulla scheda di memoria siano integri.

Vediamo, allora, come recuperare e trasferire questi dati su un altro dispositivo,

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  • estrarre la microSD dal telefono rotto, per i telefoni che hanno la parte posteriore rimovibile,
  • oppure intervenire sul carrello estraibile, a cui accedere inserendo il gancetto in dotazione nel piccolo foto dedicato dell’alloggiamento,
  • se non sappiamo come rimuovere la microSD dal telefono, si può consultare il suo manuale d’istruzione o effettuare una ricerca su Google, utilizzando la frase come estrarre microSD [marca e modello telefono].

Una volta tolta la microSD:

  • inserirla nel suo adattatore (nel caso si può anche acquistare su Amazon ),
  • collegarlo al computer, infilandolo nella fessura collocata:
  1. sul case per i computer desktop,
  2. su una delle scocche laterali per i notebook,
  • avviare il gestore file del proprio sistema operativo (Esplora File di Windows o Finder di macOS),
  • selezionare l’icona della scheda di memoria appena inserita,
  • copiare i file sul computer, prendendoli dalle cartelle in cui sono salvati i file, nella stessa maniera con cui si copiano i dati da una chiavetta USB:
  1. DCIM per le foto,
  2. Download per i file scaricati,
  3. WhatsApp\Media per i file multimediali ricevuti da WhatsApp.).

Recuperare dati dal cloud

Durante la configurazione iniziale di un sistema Android viene richiesta l’autorizzazione per effettuare backup automatici di foto, video e altri tipi di dati personali, utilizzando i servizi cloud Google Foto e Google Drive. Se abbiamo configurato queste impostazioni, ci sono ottime possibilità che, una copia dei dati presenti nel telefono, sia stata salvata anche sul cloud.

In questo modo tali file possono essere recuperati da qualsiasi dispositivo.

Per connettersi al cloud e recuperare i dati, per l’account Google, Google Foto e Google Drive:

  • collegarsi al sito Web
  • quando richiesto, digitare le credenziali Gmail dello smartphone rotto,
  • in questo modo visualizzeremo le foto nella parte centrale della pagina Web specifica, suddivise per data.

Per quanto riguarda i documenti creati attraverso le app di Drive:Documenti Google, Fogli Google etc, per recuperarli:

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  • collegarsi alla pagina principale del servizio Google Drive accedendo, se necessario, come abbiamo visto per Google Foto.

Per riavere la musica da siti come Spotify, YouTube Music, Amazon Prime Music, o altre piattaforme di streaming, questa resta sempre disponibile per l’accesso attraverso altri dispositivi compatibili, o tramite le pagine Web di questi servizi.

Basta:

  • scaricare le apposite app,
  • o visitare i siti Internet preposti,
  • digitare le nostre credenziali d’accesso e ritroveremmo tutta la nostra musica.

Come recuperare i dati da un telefono rotto: iPhone

Passiamo adesso a spiegare le modalità per risolvere il problema sugli smartphonei Apple.

Sostituire la batteria

La batteria degli iPhone non è rimovibile e quindi, possiamo:

  • sostituire da soli questa parte hardware, che però è una soluzione rischiosa,
  • o portare il proprio smartphone rotto in un centro di riparazione Apple e far sostituire la batteria, una soluzione più consigliabile.

Se decidiamo di fare da soli, si può acquistane una batteria compatibile anche su Amazon, o in un altro store digitale. Seguendo questa pratica c’è però il rischio di alterare il nostro smartphone, facendoli perdere la garanzia.

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Nel caso volessimo procedere con la sostituzione da parte di Apple, se il nostro smartphone è ancora in garanzia, oppure se abbiamo sottoscritto AppleCare+, il cambio batteria è gratuito. Altrimenti ha un prezzo di 55 euro per i modelli di iPhone, fino a iPhone 8, e di 75 euro per tutti gli altri.

Per procedere:

  • andare sulla pagina di Apple dedicata alle Prestazioni della batteria
  • accedere con il proprio ID Apple premendo il tasto Accedi,
  • inserire le proprie credenziali,
  • premere sul riquadro del proprio iPhone rotto,
  • scegliere se inviarlo per la riparazione,
  • oppure portarlo in un Centro Assistenza Autorizzato Apple/Genius Bar e seguire la procedura guidata a schermo per portare a termine l’operazione.

Quando il telefono sarà rientrato dalla riparazione, è meglio eseguire un backup di tutti i dati presenti su iPhone, tramite iTunes/Finder, per evitar in futuro perdite di dati

Recuperare i dati dal cloud

Come per Android, anche per iPhone, se abbiamo attivato la sincronizzazione dei dati con l’account Apple su iCloud, per recuperarli non dobbiamo far altro che usare dello stesso account, ed effettuare l’accesso allo spazio nel quale sono salvati.

Con username e password:

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  • collegarsi al sito Internet
  • effettuare l’accesso tramite l’ID Apple associato al proprio dispositivo,
  • cliccare o su:
  1. Foto per le immagini e i video,
  2. Pages o Numbers per i documenti creati dalle omonime app,
  3. iCloud Drive per tutti gli altri file configurati per il salvataggio automatico in cloud (come quelli dell’app GarageBand, per esempio).

Per i servizi musicali come Apple Music, il nostro account è sincronizzato, e basterà eseguire di nuovo l’accesso con lo stesso per ritrovare tutto come lo avevamo lasciato.

Programmi di terze parti

Se con le soluzioni fin qui viste non siamo riusciti a recuperate i nostri dati, si può provare a utilizzare un programma di terze parti.

Tra le soluzioni di recupero dati c’è Wondershare Dr.Fone, un kit di strumenti completo per la gestione degli smartphone, sia per Android che per iOS, che possiede una funzione utile per recuperare i dati in caso di danni accidentali e da acqua.

Il suo prezzo è di 69,99 euro con licenza di un anno (1/5 dispositivi mobili e 1 PC), oppure 79,99 euro per la licenza a vita (e lo stesso numero di dispositivi).

Per provarlo:

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  • collegarsi alla pagina ufficiale del servizio
  • premere sul tasto Prova gratis, controllando che il sistema operativo sia quello corretto,
  • attendere che venga scaricato sul PC il file eseguibile.

Una volta completato il download:

  • premere due volte su di esso (file .exe o .dmg),
  • seguire la procedura a schermo relativa all’installazione,
  • lanciare il programma e collegare l’ iPhone al PC tramite l’apposito cavo,
  • selezionare dalla barra laterale di sinistra o dal pannello che si apre i tipi di file che vogliamo recuperare,
  • premere il tasto per avviare la scansione dello smartphone.

Si può procedere con il recupero dei file direttamente dal dispositivo, anche assenza di backup, ma anche dai backup di iTunes e iCloud.

Al termine dell’operazione il programma mostrerà se è riuscito a recuperare i dati dal telefono danneggiato, ma per ripristinarli è necessario acquistare la licenza a pagamento .

Come recuperare i dati da un telefono con schermo rotto

Andiamo ora a prendere in esame il caso in cui lo smartphone danneggiato si accenda correttamente, ma lo schermo è irrimediabilmente compromesso.

Ecco, quindi, alcune soluzioni per recuperare i dati da un telefono rotto.

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Prima di procedere è consigliabile estrarre la scheda SIM, così da evitare degli imprevisti, dovuti alla richiesta di immissione del codice PIN.

Procedura standard

Se lo schermo dello smartphone è in pezzi, ma il touch è ancora funzionante, e riusciamo, quindi, a inserire il codice o l’azione di sblocco in fase di avvio del telefono, occorre:

  • sbloccare il dispositivo, quando richiesto,
  • connetterlo al PC tramite il cavo in dotazione,
  • accedere alle cartelle del telefono rotto,
  • copiare i file necessari utilizzando,
  • per i device Android:
  1. Esplora File di Windows,
  2. per macOS l’applicazione Android File Transfer,
  • per gli iPhone:
  1. iTunes su Windows,
  2. Finder su macOS.

Utilizzare un mouse o una tastiera USB

Se il telefono si accende, ma il pannello touch non funziona e, pertanto, non riusciamo a immettere la sequenza di sblocco o il codice necessario per avviare il sistema operativo, con uno smartphone Android, possiamo risolvere il problema utilizzando un mouse o una tastiera USB, da collegare al dispositivo rotto, tramite un adattatore USB OTG.

La tecnologia OTG permette di collegare, ai sistemi operativi per smartphone, anche periferiche quali mouse, tastiere e periferiche di archiviazione di massa, come dischi esterni e chiavette USB.

Per utilizzare OTG:

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  • procurarsi un adattatore progettato per lo scopo, facendo attenzione al tipo di connessione richiesta dallo smartphone in nostro possesso:
  1. USB-C, per i dispositivi Android più recenti,
  2. microUSB, per la maggior parte dei dispositivi Android di fascia medio-bassa, o per quelli più datati,
  • collegare l’estremità che utilizziamo per la ricarica, alla porta dedicata sullo smartphone,
  • connettere il mouse o la tastiera USB all’altra estremità dell’adattatore,
  • tale periferica esterna dovrebbe funzionare immediatamente, senza la necessità di configurazione aggiuntiva.

Dopo aver effettuato lo sblocco iniziale:

  • disconnettere l’adattatore OTG,
  • collegare il telefono al computer,
  • effettuare un backup dei dati seguendo le istruzioni che abbiamo visto nel capitolo precedente.

Utilizzare Trova dispositivo personale/Find My mobile (solo Samsung)

Se disponiamo di uno smartphone Samsung, si può provare a sbloccare lo schermo utilizzando il servizio Trova dispositivo personale, o Find my mobile, accessibile tramite qualsiasi browser per computer, senza utilizzare OTG con un mouse o una tastiera .

Il servizio “Trova dispositivo personale” permette di effettuare alcune operazioni, per ritrovare o mettere in sicurezza il proprio dispositivo Samsung, come:

  • la localizzazione,
  • la possibilità di far squillare il telefono,
  • la facoltà di ripristinarlo da remoto,
  • o di sbloccare lo schermo.

Per utilizzare questa tecnica, il telefono interessato dev’essere collegato a Internet e tale funzionalità dev’essere stata abilitata prima dal menu Impostazioni > Schermata di blocco e sicurezza > Trova dispositivo personale.

Occorre, inoltre, ricordarsi le credenziali dell’account Samsung utilizzato in fase di configurazione.

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Per procedere con questo sistema:

  • accendere il telefono rotto e attendere che sia completamente avviato,
  • collegarsi al sito Internet di “Trova dispositivo personale”,
  • premere sul pulsante Accedi,
  • inserire, dove richiesto, il nome utente e la password dell’account Samsung configurato precedentemente,
  • pigiare sull’icona del telefono visualizzata sulla mappa,
  • cliccare sull’icona Sblocca collocata nel menu laterale destro,
  • digitare di nuovo la password del proprio account Samsung per confermare l’ identità.

In questo modo il servizio sblocca il telefono ed elimina le informazioni riguardanti il codice, o la sequenza impostati precedentemente.

Una volta rientrati nel sistema operativo, è consigliabile creare un backup dei dati, utilizzando le procedure già viste in precedenza.

Utilizzare una Custom Recovery (solo Android)

Alcuni dispositivi Android, specie quelli preventivamente sottoposti alla procedura di root, sono dotati di un piccolo sistema operativo indipendente da Android, chiamato Custom Recovery.

Questo sistema, tra le altre cose, si occupa di gestire le parti delicate del sistema Google, dando all’utente la possibilità di effettuare operazioni più complesse ed avanzate.

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I dispositivi Android su cui è stato eseguito il root dispongono di una Custom Recovery, utile per installare l’app SuperSU/SuperUser.

Anche alcuni produttori di smartphone (Samsung, per esempio) tendono, tuttavia, a installarne una sui propri dispositivi.

Nel caso in cui il nostro telefono sia dotato di una custom recovery, si può tentare di recuperare i dati in esso contenuti utilizzando ADB, una piattaforma di comunicazione tra il computer e il dispositivo Android ad esso connesso.

Vediamo come:

da Windows:

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  • scaricare i driver ADB collegandosi al sito
  • cliccare sul pulsante Download,
  • dopo aver ottenuto il file (ad es. UniversalAdbDriver.msi), avviarlo,
  • premere sul pulsante Next per tre volte,
  • fare clic sui pulsanti e Close.

su Mac quest’operazione non è necessaria, in quanto l’occorrente è già incluso nel sistema operativo.

A questo punto occorre installare lo strumento Fastboot, dedicato ad Android, che permette di intervenire tramite il computer attraverso la Recovery installata nel sistema. Per scaricare Fastboot su Windows:

  • collegarsi a questa pagina Internet
  • scorrere fino alla sezione Downloads,
  • cliccare sul link Download Version X.y.z Portable Here,
  • fare tap sui pulsanti Click Here to Start Download e Primary Download,
  • estrarre l’archivio appena scaricato in una cartella, meglio sul desktop e andarci,
  • tenendo premuto il tasto Shift, fare clic destro in un punto vuoto della finestra,
  • selezionare la voce Apri finestra PowerShell qui/Apri Prompt dei comandi qui dallo specifico menu.

Per quanto riguarda macOS:

  • avviare il Terminale richiamandolo dalla cartella Altro del Launchpad (l’icona a forma di **razzo collocata nella barra Dock),
  • digitare al suo interno il comando ruby -e “$(curl -fsSL https://raw.githubusercontent.com/Homebrew/install/master/install)”,
  • premere sul tasto Invio,
  • quando richiesto, cliccare di nuovo sul tasto Invio e inserire la password di amministrazione del Mac.

Completato questo step, per finire l’installazione di Fastboot, impartire in sequenza, i seguenti comandi, premendo il tasto Invio dopo ciascuno di essi:

  1. brew tap caskroom/cask
  2. brew cask install android-sdk
  3. brew cask install android-platform-tools

Terminata l’installazione di Fastboot:

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  • spegnere completamente il telefono e avviarlo in modalità di recovery premendo e tenendo premuti contemporaneamente i tasti Power+VolumeSu,
  • collegare lo smartphone al computer,
  • su Windows, spostarsi nella finestra di PowerShell/Prompt dei comandi aperta in precedenza,
  • su macOS, aprire nuovamente il Terminale.

In entrambi i casi:

  • digitare il comando adb devices,
  • premere sul tasto Invio, per visualizzare i dispositivi collegati al sistema,
  • visualizzeremo così il numero di serie dello smartphone collegato,
  • impartire il comando adb shell per accedere alla console operativa,
  • digitare il comando ls per visualizzare la lista delle cartelle contenute nella memoria di Android,
  • per spostarti nella cartella di nostro interesse (ad es. /storage), digitare il comando cd /storage, seguito dalla pressione del tasto Invio,
  • identificata la cartella (o le cartelle) da copiare, prenderne nota ed uscire dalla console di ADB, impartendo il comando exit, senza però chiudere PowerShell, il Prompt o il Terminale.

Se sul nostro terminale non sono attivi i permessi di root, potremmo non essere in grado di accedere al contenuto di alcune cartelle di sistema, ma non sono, comunque, cartelle che contengono dati personali.

Una volta ottenuto il percorso della cartella da salvare, si può procedere con la copia :

  • digitare il comando pull “/cartellaDiAndroid/” /cartellaDelPC,
  • per esempio, si può copiare la cartella DCIM sul desktop di Windows digitando il comando pull “/storage/sdcard0/DCIM/” %userprofile%\Desktop,
  • oppure sulla scrivania di Mac digitando, pull “/storage/sdcard0/DCIM/” ~/Desktop,
  • lo stesso comando può essere utilizzato anche per copiare un singolo file,
  • al termine chiudere la finestra di PowerShell, del Prompt dei comandi o del Terminale.

Per ulteriori informazioni sull’utilizzo del sistema ADB, si può leggere la guida pubblicata sul sito xda-developers.

Un ultima possibilità rimane, quella, di recuperare i dati dalla microSD o dal cloud, utilizzando i passaggi visti nel capitolo precedente di questo articolo.

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