Come minare Bitcoin

da | Siti web e servizi online

Oggi parleremo di come minare bitcoin. Il Bitcoin (simbolo: ₿, codice: BTC o XBT) è la criptovaluta più famosa al mondo, cioè un sistema di pagamento valutario internazionale, noto anche come “oro digitale” .

Cosa significa minare Bitcoin

Minare Bitcoin è un’azione che consente di ottenere in cambio dei Bitcoins:

  • partecipando al corretto funzionamento della rete su cui funziona la criptovaluta,,
  • svolgendo le operazioni richieste,
  • ottenendo in cambio il pagamento in Bitcoins.

Il mining (letteralmente dall’inglese estrazione di dati) è l’insieme di tecniche e metodologie, che hanno per oggetto l’estrazione di informazioni utili, da grandi quantità di dati (es. banche dati, data warehouse, ecc.).

In pratica, consiste nel far eseguire ai propri processore e scheda video, un’attività mediante alcuni programmi, mettendo a disposizione la potenza di calcolo del proprio Pc, e il sistema ricambia tramite bitcoin.

In questo articolo illustreremo tutte le opportunità e le problematiche, che questo mercato offre, senza voler essere un consiglio di investimento e tenendo in considerazione che bitcoin e le crypto sono un mercato rischioso e che, eventuali guadagni, non sono mai assicurati.

L’ABC di bitcoin

Quella dei bitcoin è una criptovaluta che si basa sulla tecnologia blockchain: un registro di contabilità condiviso e immutabile, che facilita il processo di registrazione delle transazioni e la tracciabilità dei beni, in una rete commerciale.

La blockchain è composta da una catena di blocchi contente:

  • le informazioni su tutte le transazioni effettuate in bitcoin,
  • ogni blocco include i dati del blocco precedente, un numero fisso di monete e le chiavi crittografiche pubbliche di coloro che hanno eseguito le transazioni.

Per aggiungere nuovi blocchi alla blockchain occorre:

  • eseguire dei calcoli molto complessi,
  • attaccare dei dati protetti con crittografia SHA–256 tramite brute force,
  • tantissimi tentativi di attacco finché non si trova la combinazione giusta.

Tali calcoli si fanno con l’aiuto computer: CPU (processori) e GPU (processori grafici), dalla potenza molto elevata.

Tra tutti coloro che riescono a portare correttamente a termine questo “attacco”, viene scelto un utente; viene esaminato il suo blocco per vedere se contiene le stesse transazioni dei blocchi degli altri utenti e, in caso di esito positivo, viene aggiunto alla blockchain.

In cambio, come premio, l’utente riceve dei nuovi bitcoin: questo è il mining.

Il mining

Per coinvolgere sempre più persone a mandare avanti il network Bitcoin, è stato inventato un complesso sistema di ricompense che premia tutti in proporzione al lavoro svolto.

Vediamo in sintesi:

  • chi risolve 10 blocchi ottiene in cambio una certa quantità di bitcoin,
  • superiore a quella ottenuta da coloro che, nello stesso tempo, sono riusciti a risolverne 1,
  • inferiore a quella ottenuta da coloro che sono riusciti a risolverne 100.

C’è da dare valore alla moneta estratta e, per risolvere questo, Satoshi Nakamoto  (pseudonimo dell’ignoto, o forse del collettivo, che ha fondato Bitcoin) ha pensato di limitare il numero massimo di monete creabili a 21 milioni: tetto oltre il quale non potranno mai più essere generati bitcoin.

Questo risolve in parte la questione, portando scarsità, che è da sempre il motore portante di ogni ogni entità materiale o immateriale, suscettibile di valutazione economica.

Ma da solo, non è sufficiente: estrarre ogni singolo centesimo nei primissimi anni di vita, infatti, avrebbe fatto perdere interesse nella blockchain troppo presto.

A soluzione di tale problema è stato attivato l’halving, cioè il taglio netto del 50% dei ricavi dei miner ogni 4 anni.

Ogni 4 anni viene dimezzato il numero di bitcoin erogati per blocco, creando scarsità, il prezzo sale, i miner ottengono meno ma con un valore superiore quindi restano incentivati.

Anche garantire un livello di sicurezza, è importante e, perciò, è stato attuato un modo, per far sì che nessuno riesca scoprire il codice: l’hash rate.

L’hash rate

Per mantenere la blockchain è stato utilizzato un indice chiamato hash rate. Durante i primi anni di bitcoin, questo valore era bassissimo poiché la blockchain non aveva molte attenzioni e veniva resa operativa da pochi computer.

Durante gli anni però, il salire del prezzo della moneta ha attirato l’attenzione di numerosi investitori, che volevano d’intraprendere la strada del mining per generare profitti, ciò che ha dato vita ad una vera e propria corsa all’hardware, allo scopo di rendere più funzionale l’estrazione dell’oro digitale.

Questo hash rate, in pratica la difficoltà dei calcoli matematici necessari per risolvere i blocchi, aumenta con l’ingresso di nuovi miner nel business.

Il rapporto tra questi due fattori è, quindi, più potenza maggiore difficoltà, ma non è direttamente proporzionale, quindi un miner in più non aumenta la difficoltà del codice di altrettante volte.

La relazione che lega le parti in causa è esponenziale, quindi un miner fa salire la curva di “n” volte, rendendo la vita più difficile a tutti.

Tutto quanto fin qui detto va, perciò, tenuto in considerazione quando si vuole iniziare a minare bitcoin, in quanto un macchinario che funziona al massimo oggi, potrebbe diventare inutile nel giro di poco tempo a seconda di fattori che non è possibile calcolare.

Cosa serve per minare bitcoin

Nel giro di pochi anni le cose sono cambiate svariate volte: all’inizio si poteva minare con un qualsiasi PC, o quasi, sfruttando la potenza del processore e la facilità delle operazioni di un sistema che stava nascendo. Con il passare del tempo, però, le CPU hanno iniziato a soffrire, obbligando al passaggio verso le schede grafiche.

Le GPU infatti sono molto più performanti quando si tratta di calcoli complessi, il che ha permesso a queste ultime di minare a una velocità e con un’efficienza impensabile per le altre componenti.

L’incremento dell’hash rate e la necessità di trovare strade alternative alle schede video, ha portato le aziende a creare gli ASIC, vere e proprie macchine nate per il mining, che hanno come punti di forza l’efficienza energetica e la potenza.

Un ASIC di primissimo livello oggi può costare anche più di 10.000 €, il che fa capire quanto questo settore si sia evoluto rispetto a quando si poteva gestire con un semplice PC di casa. Minare bitcoin oggi è un processo complesso che richiede un certo tipo d’investimento, senza contare il fatto che richiede una grande quantità di energia, infatti è meglio operare da un posto in cui il costo dell’energia non è elevato.

Andiamo adesso più nello specifico e vediamo quali soluzioni ci sono per minare una crypto.

Come minare bitcoin gratis

Non in tutti i casi il mining bitcoin gratis, offre ricompense stellari.

Ma vediamo qualche soluzione da poter prendere in esame.

Come minare bitcoin da PC

Uno dei metodi più conosciuti per minare bitcoin da PC gratis è NiceHash, una piattaforma che permette di dare in concessione la potenza di calcolo in eccesso del proprio computer, così da essere sfruttata per le attività di mining.

Questo metodo è sicuro e permette di ottenere dei ricavi effettivi, ma vanno considerati alcuni fattori:

  1. anche nel caso si abbia un PC di fascia alta che permetta di fare cose come minare bitcoin con la scheda video, la difficoltà dei calcoli da eseguire è arrivata a un livello tale che sia praticamente impossibile generare profitti per gli hardware tradizionali,
  2. ci si affiderebbe a una piattaforma terza aggiungendo elementi all’equazione,
  3. mantenere acceso un computer tutto il giorno costa una cifra variabile a seconda della sua potenza e del prezzo dell’energia, ma incide sul bilancio finale,
  4. l’utilizzo continuo di una macchina con un ciclo di vita limitato, può comportare che si usuri e si rovini prima se mantenuta sotto sforzo 24/7.

Tramite NiceHash si possono generare profitti in bitcoin ma, anche se si possiede una NVIDIA 3080 (quindi una scheda video di fascia alta), difficilmente ci si ripaga delle spese allo stato attuale delle cose, ma potrebbe farlo in futuro. Se il prezzo dovesse negli anni a venire, pochi centesimi di bitcoin potrebbero trasformarsi in capitali degni di nota che darebbero un senso all’intera operazione.

Per utilizzare questa piattaforma occorre:

  • andare sul sito ufficiale (non presente in versione italiana),
  • cliccare sul pulsante Get started, in modo da aprire un conto,
  • inserire il proprio indirizzo email e una password sicura come credenziali d’accesso.

Una volta terminate le operazioni preliminari, andranno poi associati i dispositivi (nel caso se ne possegga più di uno) i quali hanno procedure diverse a seconda di processori, schede video o eventuali ASIC che si ha intenzione d’utilizzare.

Come minare bitcoin da Android

Se minare bitcoin da PC è un’operazione complessa, la cosa si complica ancora se usiamo dispositivi meno performanti, quali sono gli smartphone e i tablet. Non avendo a disposizione GPU degne di nota, il mining dovrà essere affidato al processore, il quale, però, non è nato per questo tipo di operazioni.

Cerchiamo una soluzione per minare bitcoin da Android, tramite CryptoTab,uno dei pochi software che permette di minare bitcoin in forma gratuita da mobile.

CryptoTab, è un browser Web molto simile a Chrome che funziona su tutti i dispositivi.

Per installarlo:

  • cercarlo dallo store,
  • scegliere CryptoTab Lite per la versione gratuita con un hash rate (potenza di mining) minore,
  • oppure selezionare quella Pro, a pagamento, per una migliore potenza disponibile.

Una volta terminata la registrazione è possibile iniziare a minare, in automatico senza la necessità d’interventi esterni. L’unica cosa richiesta all’utente è di fare tap sul pulsante per avviarlo ogni 2 ore, altrimenti processo si arresta.

L’uso di app autoclicker (quelle che spingono in automatico i bottoni) è severamente proibita e può comportare la chiusura dell’account.

Inoltre: CryptoTab è un browser Web che non dichiara apertamente che utilizzo fa dei dati immessi, il che espone a possibili vendite d’informazioni o altre attività che potrebbero danneggiare la privacy o la sicurezza dell’utente.

Fino ad oggi non si sono registrate violazioni o altre pratiche scorrette da parte dell’azienda, ma è un fattore da tenere in considerazione prima di procedere.

I ricavi registrati, in ogni caso, sono sempre risultati minimi e ben poco significativi anche nel caso di un uso intensivo.

Come minare bitcoin da iPhone

Per iPhone vale lo stesso discorso fatto poc’anzi per i dispositivi Android: per quanto potenti, gli smartphone non sono dispositivi pensati per il mining e non dispongono di una potenza sufficiente.

Una delle pochissime soluzioni disponibili è quella di utilizzare il software visto per Android, cioè CryptoTab.

Ci sono altre app, non scaricabili dagli app store ufficiali, poiché di dubbia provenienza, che non sono del tutto attendibili. e con il rischio di trovarsi con qualcosa d’inutile o, addirittura, pericoloso.

Nell’eventualità volessimo provarle sempre meglio farlo su smartphone vuoti, riservati solo all’attività criptomineraria.

Come minare bitcoin a pagamento

Minare è un’attività che, per farla bene, occorre mettere in preventivo un certo esborso economico che non può essere sottovalutato. Prendere un semplice PC da mille Euro con una scheda video NVIDIA 1650 Ti non serve assolutamente a nulla, poiché i ricavi saranno di pochi spiccioli al giorno.

A fine mese, facendo un computo finale, difficilmente si riuscirà a ripagarsi le spese della bolletta elettrica insieme alla quota d’ammortamento del computer.

Nel caso volessimo provare, vediamo le possibilità.

Comprare un ASIC

Gli ASIC sono dei macchinari creati proprio per minare al massimo dell’efficienza energetica possibile, pur mantenendo un livello di potenza altissimo.

Un ASIC è superiore a qualunque PC di fascia alta, poiché ogni componente è pensata per un unico scopo.

Con questi non è possibile aprire file Word o guardare Netflix, poiché non hanno un sistema operativo né porte per connettere uno schermo. Il loro prezzo può anche superare i 10.000 € e sono piuttosto difficili da trovare.

Collegando un ASIC alla rete elettrica di casa, tenendo conto dell’hash rate che aumenta in modo più o meno costante e dell’ammortamento, non è assolutamente garantito il poter generare del profitto a fine mese. Prima di fare un investimento di tale portata, è bene avere ben chiaro che si potrebbe benissimo realizzare una perdita anche consistente.

Per calcolare le possibilità di guadagno:

  • usare un sito come Coincalculator, il quale può dare un prospetto utile prima di spendere denaro,
  • qui si può:
  1. inserire l’hash power del dispositivo,
  2. il costo dell’energia elettrica,
  3. la difficoltà della rete per avere un prospetto immediato sulle possibili rendite.

Sono inoltre presenti le più famose schede video oltre che gli ASIC con i loro valori nominali, in modo da rendere l’operazione il più semplice possibile, il sito è in inglese e calcola in dollari, ma è facilissimo da utilizzare.

Partecipare a un mining pool

Vi sono aziende che minano bitcoin per conto dei clienti, i quali affittano dell’hash power (potenza minante) a tariffe che dovrebbero essere vantaggiose. Per partecipare non occorre far altro che iscriversi, pagare e ritirare i profitti una volta che vengono depositati sul conto virtuale.

Anche in questi casi, però, ci sono una serie di fattori di rischio che vanno considerati, alcuni dei quali legati all’affidabilità di questi intermediari. Molte aziende richiedono pagamenti molto alti per hash power ridicoli, i quali non potranno mai generare lo stesso valore, o inseriscono limiti di prelievo minimi e altre clausole che ostacolano moltissimo l’utente.

Anche nel caso di trovare il sito più affidabile in assoluto, le soluzioni offerte non sempre garantiscono delle vere rendite, per calcolare il prospetto dei profitti, si può utilizzare lo stesso sito che abbiamo appena visto.

Comprare bitcoin sugli exchange

Suggeriamo che è quella di comprare bitcoin su un exchange, come ad esempio Young Platform, o investire sul loro andamento tramite un broker, come eToro.

Detto questo sta ad ognuno di noi valutare la strada da percorrere, anche se le difficoltà del mining casalingo non sono da sottovalutare, in quanto la difficoltà della rete è troppo elevata.

Per diventare miner occorrono investimenti enormi e tecnologie fuori dalla portata dell’utente medio. Se si crede nel futuro di questa moneta, investire in essa potrebbe avere molto più senso che cercare di estrarla, indipendentemente dal metodo scelto.

Condividi su:

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina ufficiale su Facebook per rimanere sempre informato sui nostri ultimi articoli pubblicati.

Seguici su Telegram

Ricevi su Telegram aggiornamenti sui nostri nuovi articoli sul mondo della tecnologia.

Sai davvero tutto su Whatsapp?

Leggi ora guide e trucchi su come usare al meglio WhatsApp

Cerca sul sito:

Pubblicità