Come funziona il Metaverso

da | Siti web e servizi online

A partire dagli anni ’60 negli Stati Uniti d’America prendono il via i primi progetti riguardanti la rete Arpanet, poi chiamata Internet, da allora in poi il mondo nella quasi sua interezza è andato sempre più verso una cultura di tipo digitale, con tutti i paesi con una connessione ad internet a disposizione, diventando così un fenomeno globale.

Attualmente le tecnologie emergenti stanno affrontando nuove tematiche che includono l’informatica, la nanotecnologia, la biotecnologia, la scienza cognitiva, la robotica e l’intelligenza artificiale, con slanci verso la “doppia realtà” virtuale. In questa ottica si pone il Metaverso, il cui nome deriva da “Meta” dal greco “dentro” e “Verso” abbreviazione di “universo”.

Il metaverso è quindi un universo al di là del mondo fisico, un mondo virtuale, dove realtà e digitale si uniscono. Per la precisione il suo nome apparve già nel 1992 nel romanzo cyberpunk Snow crash, di Neal Stephenson, ma adesso sta per essere messo in pratica e, per entrarci ed usarlo, basta una connessione internet, con un account valido in una delle piattaforme apposite. A tale proposito, in questo articolo, introdurremo l’argomento spiegando come funziona il Metaverso, fornendo ulteriori notizie su cosa è e come entrarci.

Che cos’è il Metaverso

Iniziamo col dare qualche notizia in più su Metaverso e su come e quando è nata la sua idea.

Tutto è partito da un annuncio fatto da Mark Zuckerberg nell’ottobre 2021, durante l’evento Connect, che si può vedere su Youtube, in cui fu data nuova direzione all’azienda creatrice di Facebook, che adesso si chiama Meta e non più Facebook, anche se il social network continua a esistere con quel nome.

In questo intervento pubblico si forniva un’introduzione del concetto di Metaverso, mostrando le sue caratteristiche principali, tra cui:

  • lavoro da remoto più immersivo,
  • utilizzo di un avatar virtuale fotorealistico per interagire con gli altri,
  • videogiochi,
  • altri casi in cui aggiungere qualcosa di digitale alla realtà, recando un vantaggio.

Sempre durante l’evento Connect del 2021, venne dato un obiettivo a lungo periodo, di almeno 5-10 anni per essere terminato, in pratica in quell’occasione si tratto di una dichiarazione di intenti.

Come dicevamo nell’introduzione il termine Metaverso deriva da un libro di fantascienza del 1992, cioè il romanzo postcyberpunk Snow Crash di Neal Stephenson, dove si tratta di un avveniristico crollo economico negli Stati Uniti d’America, che comporta la creazione di un mondo tridimensionale, sostituente quello fisico, e nato per sfuggire a una realtà terribile.

Questi sono, tuttavia, solo spunti fantastici, mentre adesso si sta parlando di una vera e propria rivoluzione tecnologica, nuova rispetto alla connessione a Internet mobile.

L’obiettivo che si danno gli addetti ai lavori, non è quello di sostituire il mondo fisico, ma quello di proporre un mondo del Web più immersivo, nel quale entrare completamente, rimanendone avvolti e catturati, che includa un mix di elementi digitali e oggetti reali.

Ciò potrebbe essere usato in varie forme, mediante una connessione a Internet:

  • una videochiamata con i parenti,
  • una sessione di videogiochi con gli amici,
  • una riunione di lavoro,
  • un ascolto della propria musica preferita,
  • una sessione di binge watching di film e serie TV,
  • molto altro ancora.

Con il Metaverso si intende, perciò, dare il via ad nuova era di Internet, che permetta di effettuare le operazioni a distanza in un modo più coinvolgente, magari adottando un avatar fotorealistico da inserire in ambienti digitali.

Tornando agli esempi:

  • una videochiamata potrebbe essere fatta da un ambiente circostante virtuale molto accattivante ed attraente,
  • una riunione di lavoro si potrebbe svolgere in un lussuoso ufficio,
  • un film potrebbe essere visto in una gigantesca sala cinematografica con dinosauri a destra e sinistra,
  • si potrebbe passare una serata con i propri amici dall’altra parte del mondo, come fossero lì insieme a noi tramite i loro avatar.

Nel settembre 2023 durante la prima intervista sul Metaverso, , i dirigenti dell’azienda indossarono dei visori, conversando a distanza mediante le proprie rappresentazioni virtuali, in grado di imitare anche le espressioni facciali.

Tutto, comunque, è ancora in fase di evoluzione, in quanto vengono richieste altre accurate scansioni della persona, prima di dare un risultato definitivo, ma si tratta tuttavia di prove tecniche per il futuro.

Nei prossimi anni, infatti, mediante questa nuova frontiera tecnologica sarà possibile:

  • inserire una propria rappresentazione fotorealistica in dei contesti digitali,
  • guardare un concerto su YouTube, partecipandovi in maniera più coinvolgente, simulando quasi una “presenza fisica”.

In sintesi si tratterà di un nuovo modello di interazione a distanza tra persone, più evoluto rispetto all’attuale mondo del Web, in grado di rompere le barriere territoriali e non solo.

Come entrare nel Metaverso

Anche se si tratta ancora di progetto in corso d’opera, diamo adesso qualche esempio concreto di di come si possa usare Metaverso attualmente e come entrarci.

L’’azienda di Mark Zuckerberg, Meta, a proposito, ha già immesso sul mercato dei visori MR/VR e degli occhiali smart, della gamma di visori Meta Quest e di occhiali smart Ray-Ban Meta Smart Glasses.

Per MR e VR si intendono la Mixed Reality, cioè la realtà mista, che sfrutta la possibilità di vedere, tramite telecamere, il mondo reale dal visore, facendo uso di una tecnologia chiamata passthrough, cioè quella porta logica che consente a un segnale di “passare” inalterato, o con poca alterazione, come avviene analogicamente nella TV digitale, in Sega 32X, nei videoregistratori , i registratori DVD , e così via.

Con Meta Quest 3 si dà la possibilità a chi lo indossa di vedere:

  • l’esterno a colori, fino a Quest 2, infatti, era tutto in bianco e nero,
  • l’ambiente circostante e posizionarci sopra degli elementi digitali, a partire dalle schede del menu,
  • giganteschi schermi sul proprio muro di casa, senza aver bisogno di un proiettore.

Inoltre Meta Quest 3 mescola il mondo digitale a quello virtuale, rappresentando un ambiente in cui elementi fisici e oggetti digitali “convivono”.

Il concetto è quello di un visore in grado di scansionare l’ambiente reale in 3D, consentendo ad esempio all’utente di far rimbalzare una pallina virtuale su un mobile reale.

Tutto ciò è ben descritto nel video di presentazione ufficiale di Meta Quest 3 (pubblicato a settembre 2023).

La realtà virtuale (conosciuta anche come VR), che riguarda l’immergersi in un mondo digitale, ad esempio nell’ambito di un videogioco per Meta Quest, non viene messo da parte, ma è inclusa nell’offerta, anche se diventa quasi secondaria.

Alcuni esempi di visori per la realtà mista sono:

  • Meta Quest 3— 128GB— Realtà mista rivoluzionaria —
  • Meta Quest 2 – Visore VR All-In-One – 128 Gb

Ma che formato di tecnologia serve per accedere al Metaverso?

Oggi siamo soliti pensare a visori come Meta Quest 3 o Apple Vision Pro  , che mostra gli occhi dell’utente all’esterno del visore e rende evidente quando una persona si avvicina.

Nel caso di un uso VR, c’è da dire che il Metaverso non è un’esclusiva di Meta e Mark Zuckerberg, ma il concetto si estende a tutto il settore.

Ma la visione di Mark Zuckerberg va oltre e parte dagli occhiali smart Ray-Ban Meta Smart Glasses

Quelli che a prima vista potrebbero sembrare dei normali occhiali, vengono integrati con una fotocamera e possono registrare quanto vede l’utente, indicando all’esterno, mediante un apposito LED di notifica, che sta avvenendo una registrazione.

Già oggi si possono effettuare in questo modo dirette streaming su Facebook e Instagram, mostrando agli spettatori la propria vista.

Per il futuro, però, si guarda alla possibilità di dialogare con un’intelligenza artificiale integrata negli occhiali per:

  • ottenere informazioni sull’ambiente circostante,
  • aggiungere elementi digitali al mondo reale,
  • tipo aggiungere delle frecce per le indicazioni stradali alla propria vista,
  • o ancora l’aggiunta di un timer mentre si cucina,
  • altri scenari utili nel quotidiano.

Il Metaverso può essere visto come una possibilità in più, una nuova Internet in cui si cerca di simulare maggiormente il concetto di “presenza fisica” a distanza, nonché uno strato digitale aggiuntivo alla realtà.

Nelle piattaforme futura, seguendo la visione di Zuckerberg, indossando degli occhiali smart si potrebbe trasportare l’avatar di una persona dall’altra parte del mondo sul divano di casa, facendola comparire come una sorta di “ologramma”.

Inoltre, si potrebbero avere statistiche sulla propria attività in palestra integrate nella vista.

Per conoscerne ancora di più si può vedere il trailer di presentazione del chip Qualcomm Snapdragon AR2 Gen 1.

Questo non significa una sostituzione del mondo reale con quello digitale anche perché:

  • ad oggi le barriere tecnologiche sono ancora molte,
  • una scansione iniziale di una persona non può variare facilmente,
  • l’avatar potrebbe non riuscire a rappresentare i cambiamenti del quotidiano.

Tuttavia si può dire che il concetto di Metaverso, è chiaro e, ad esempio, già le piattaforme di videogiochi come Roblox e Fortnite, che integrano esperienze create dagli utenti, possono rientrare in quest’ambito.

Inoltre con il Metaverso si guarda al futuro ed, attualmente, può essere definito solo fino a un certo punto (vista anche l’incessante innovazione di questi tempi).

Si tratta di un progetto sul lungo periodo, che dipenderà dalle scoperte tecnologiche dei prossimi anni, con l’uso anche dell’intelligenza artificiale.

In un podcast di The Verge di fine 2023 Zuckerberg ha aggiunto delle considerazioni generali sul futuro, in cui sul lungo periodo, si presenta un mondo in cui gli occhiali smart saranno i nuovi smartphone, portandoci in una nuova era del mondo della tecnologia.

Le persone, infatti, potranno indossarli nel quotidiano, al contrario invece dei visori, rappresentando una sorta di workstation/televisori, ovvero una tecnologia di cui fare uso solo quando si vuole qualcosa in più.

Secondo Zuckerberg non è sua intenzione costruire un futuro in cui le persone camminano con un visore., prevedendo comunque, un’importanza fondamentale del mondo fisico, mediante una tecnologia integrata nel quotidiano.

Tutte questioni a cui dare risposta.

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