Come cambiare operatore telefonico, luce o gas

da | operatori telefonia, Siti web e servizi online

Le proposte del settore della telefonia, sia mobile che fissa, sono numerose e interessanti con offerte specifiche sui consumi e continui aggiornamenti tecnologici e promozionali. Solo per fare un esempio nel panorama complessivo della rete fissa, attualmente, esistono quattro operatori con il maggior numero di clienti : TIM con il 38,4% del mercato, Vodafone: 16,5%, WindTre: 14,2% e Fastweb: 13,8%.

Per quanto riguarda la rete mobile, le SIM attive in Italia sono 108,5 milioni e vedono in testa TIM al 27,9%, Vodafone 27,2%, WindTre 23,7% e Iliad 9,7% e per le SIM human, invece, prevalgono WindTre, TIM, Vodafone e Iliad. Considerato l’ampia scelta può venire normale l’idea di cambiare operatore, specie se gli annunci pubblicitari e le proposte sono sempre più impellenti e le promozioni sempre più suggestive.

In questo articolo vi daremo delle informazioni utili, su come fare per cambiare operatore senza problemi, sia per quanto riguarda la telefonia fissa, che per quella mobile, spiegando nel dettaglio tutti i passaggi necessari che occorrono per svolgere il tutto in maniera molto semplice. Nell’ultima parte del nostro testo vi consiglieremo, inoltre, su come fare per cambiare operatore di luce e gas, o solo luce, o solo gas.

Come cambiare operatore telefonico

Iniziamo col vedere come cambiare operatore telefonico per linea fissa e rete mobile, senza dover modificare il proprio numero telefonico e, soprattutto, eliminando la necessità di dare disdetta al gestore dal quale si esce.

Come cambiare operatore di telefonia fissa

Per cambiare gestore per la telefonia fissa occorre avere a disposizione la documentazione necessaria e contattare il fornitore di servizi con il quale si vuole sottoscrivere la nuova utenza.

Per quanto concerne la documentazione, dovremmo avere:

  1. il codice fiscale dell’intestatario della linea,
  2. un suo documento di riconoscimento in corso di validità,
  3. l‘indirizzo presso il quale attivare il nuovo abbonamento.

Per fare la richiesta di cambiamento occorre inoltre comunicare:

  1. il numero di telefono fisso associato all’utenza attuale,
  2. il suo codice di migrazione, cioè una sequenza di caratteri alfanumerica che permette di identificare l’ubicazione fisica della linea.

Sia il numero fisso che il suo codice di migrazione sono espressi in lettere e si possono trovare:

  • sulle fatture emesse dagli operatori telefonici,
  • nella propria area personale disponibile sul sito,
  • nell’app ufficiale del proprio gestore.

Per evitare errori o problemi di portabilità della linea, il codice di migrazione dovrebbe essere letto da una fattura molto recente, oppure direttamente dall’app o dal sito Web ufficiale del fornitore di servizi.

Il cambio di linea fissa si può richiedere su tutti i canali di contatto messi a disposizione dall’operatore presso il quale si intende entrare che sono:

  • online,
  • presso un punto vendita,
  • telefonicamente,

seguendo le istruzioni fornite dalla persona, oppure dalla piattaforma adibita alla gestione della richiesta.

In genere, è sufficiente:

  1. compilare la modulistica necessaria con le informazioni richieste,
  2. fornire o caricare i propri documenti,
  3. firmare o registrare la proposta di abbonamento, per presa accettazione da parte dell’utente.

Se il numero fisso e il codice di migrazione forniti sono corretti, la pratica di disdetta per l’utenza attuale viene gestita dal nuovo operatore, entro i tempi previsti.

In genere, la nuova utenza funziona entro i successivi 15-30 giorni lavorativi dalla proposta di abbonamento: i tempi possono variare in base al metodo di pagamento scelto, alle tempistiche previste dall’operatore uscente e alla necessità o meno di effettuare un intervento tecnico in sede.

I costi di disattivazione da sostenere per passare a un altro operatore sono di poche decine di euro, che servono all’operatore per la disattivazione della linea.

Se al momento dell’attivazione del vecchio abbonamento, erano attive delle promozioni, collegate a un periodo di permanenza minima (ad es. il cosiddetto vincolo contrattuale), potrebbe essere necessario sborsare un’ulteriore penale, o restituire gli sconti fruiti fino al momento della disattivazione.

Dopo la risoluzione del contratto con il vecchio fornitore, bisogna restituire il router e tutte le altre apparecchiature ricevute in comodato d’uso gratuito, oppure a noleggio. Ciò va fatto, di solito, entro 30 giorni dalla conclusione del vecchio contratto, secondo le condizioni previste dal fornitore dal quale siamo usciti.

Come cambiare operatore di telefonia mobile

Anche il cambio operatore per le schede SIM richiede, più o meno, gli stessi passaggi visti per la telefonia fissa.

Se vogliamo mantenere il proprio numero di cellulare, bisogna rivolgersi direttamente al nuovo operatore scelto e fornire tutta la documentazione richiesta, sempre nei canali preposti quali: online, un punto vendita, per telefono.

Quindi serve:

  1. la tessera sanitaria,
  2. un documento d’identità valido del titolare SIM, in formato cartaceo oppure digitale,
  3. il numero di cellulare da trasferire.

A seguito della stipula del contratto, viene fornita all’utente una nuova SIM che, almeno all’inizio, viene attivata con una numerazione provvisoria del gestore entrante, in attesa del trasferimento del vecchio numero.

Mentre in passato, per trasferire la vecchia numerazione sulla nuova SIM, bastava fornire il numero seriale della vecchia scheda SIM, all’atto della stipula del nuovo contratto, attualmente non esiste una procedura uguale per tutti per portare a termine la portabilità della numerazione mobile.

Considerati i numerosi casi di “SIM swap” non autorizzati, che possono condurre anche a conseguenze serie, le cose sono diventate un po’ più complesse, a seconda dei casi, per confermare la portabilità potrebbe essere necessario quindi:

  • chiamare una particolare numerazione dalla vecchia SIM,
  • caricare una foto della vecchia SIM presso un portale dedicato,
  • eseguire un secondo step di riconoscimento,
  • portare a termine altre procedure, atte a verificare di essere il legittimo esecutore della richiesta di migrazione.

A validazione completata (potrebbero essere necessarie dalle 24 alle 72 ore), il vecchio numero verrà automaticamente trasferito sulla nuova SIM, mentre la scheda del gestore uscente smetterà di funzionare.

Come cambiare operatore luce e gas

Per quanto riguarda luce e gas, per quanto concerne i parametri di scelta serve tener di conto ulteriori aspetti, oltre a quello del rapporto qualità/prezzo.

Il prezzo della materia prima, infatti, espresso per la luce in euro/kWh (euro per kilowattora) e per il gas in euro/Smc (euro per standard metro cubo), è soltanto una parte di ciò che compone la bolletta finale.

A differenza di quanto succedeva con il mercato tutelato, in cui il prezzo della componente energia veniva fissato dall’ARERA (cioè dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente https://www.arera.it/ ), adesso il mercato libero prevede che ciascun fornitore possa decidere di applicare un proprio prezzo alla componente energia. Su tale importo influisce in larga parte l’ indice PUN, cioè il prezzo unico nazionale applicato per la compravendita della materia prima all’ingrosso.

Il PUN è, in pratica, la differenza tra le tariffe a prezzo bloccato e quelle a prezzo variabile.

  • nelle tariffe a prezzo bloccato, il fornitore stabilisce il prezzo di erogazione della materia prima in base al valore del PUN vigente al momento, e non effettua variazioni per l’intero periodo di “blocco” (ad es. 12 mesi oppure 24 mesi),
  • nelle tariffe a prezzo variabile, il prezzo iniziale dell’ energia viene rivisto, al rialzo oppure al ribasso, in base alle oscillazioni del valore del PUN, su base trimestrale.

Altro costo che può variare da gestore a gestore è il costo di commercializzazione, o PCV, cioè la spesa fissa annua che il fornitore addebita all’utente, per coprire le attività di gestione commerciale del cliente.

A seconda del fornitore scelto, il PCV può essere espresso su base annua, o mensile e, quello più elevato, si riscontra quando si attiva un contratto diviso tra fornitura di luce e di gas, mentre risulta più basso se si sottoscrive un contratto unico per entrambe le forniture.

Questi sono i costi variabili, connessi alle tariffe per luce e gas.

In bolletta, però, ci sono altre spese cioè costi fissi stabiliti dall’ARERA, che sono:

  • Spese di trasporto e gestione: le spese fisse del trasporto della materia prima e della gestione del contatore. Per quanto riguarda la fornitura elettrica, la spesa finale varia in base alla potenza erogata e al consumo di materia prima, per il gas l’importo delle spese di trasporto dipende anche dalla zona geografica in cui si risiede (in base all’ubicazione dei gasdotti) e al rischio di deterioramento della materia prima, derivato dalle condizioni climatiche stagionali.
  • Oneri di sistema: si tratta dell’importo che ARERA dedica agli investimenti strategici, come quelli legati alle energie rinnovabili.
  • Accise e IVA: le accise applicate sull’energia variano in base al consumo effettuato dall’utente, il valore dell’IVA, invece, è del 10% dell’importo totale in bolletta per la fornitura di luce/gas dedicata alla prima abitazione, per poi salire al 22% per le restanti case.

Visto ciò si può dire che a far la differenza tra un fornitore e l’altro, sono:

  1. il costo della materia prima,
  2. le modalità con cui esso viene calcolato,
  3. il costo di commercializzazione applicato.

I costi fissi sono invece quasi sempre gli stessi, eccetto in caso di sconti promossi dal fornitore, definiti nel contratto.

Come cambiare operatore luce

Vediamo come cambiare operatore di energia elettrica.

C’è intanto da dire che la modifica del fornitore non comporta l’addebito di costi aggiuntivi, da parte del fornitore uscente, a meno che non si decida di effettuare, contestualmente, anche la voltura del contratto, anzi devono essere restituiti eventuali depositi cautelativi versati all’atto dell’attivazione della prima fornitura.

Il cambiamento della fornitura elettrica avviene del tutto da remoto, senza alcuna interruzione del servizio, né obbligo di cambiare il contatore.

Per cambiare fornitore, è necessario avere a disposizione:

  1. la tessera sanitaria dell’intestatario della fornitura,
  2. un documento di identità in corso di validità,
  3. l’indirizzo della fornitura,
  4. l’ultima bolletta emessa dal fornitore uscente, dalla quale si evinca il consumo annuo (in kWh),
  5. la potenza erogata,
  6. il codice POD associato alla fornitura, il quale consente di modificare quest’ultima senza cambiare il contatore.

Una volta raccolte tali informazioni, ci si può rivolgere al nuovo fornitore usando i canali di comunicazione previsti:

  • telefono,
  • punto vendita fisico,
  • sito Web e così via,

e richiedere l’attivazione di un nuovo contratto per l’energia elettrica, avendo cura di esibire o inviare tutta la documentazione richiesta, al momento opportuno.

Come cambiare operatore gas

Le modalità di cambio della fornitura di gas metano sono molto simili a quelle viste per l’energia elettrica.

Anche in questo caso, non dovrebbero essere previsti costi o penali per l’uscita, a meno che non si decida di effettuare una voltura, cioè un cambio d’intestazione del contratto,

Dopo il passaggio, dovrebbero essere restituiti eventuali depositi cautelativi versati in precedenza.

Anche per il gas sono previsti:

  • la continuità dell’erogazione della materia prima,
  • nessun obbligo di cambiare il contatore,
  • nessun intervento tecnici di alcun tipo, salvo guasti al contatore e/o al sistema di erogazione.

Per effettuare il cambio operatore, bisogna contattare il fornitore scelto per il nuovo contratto tramite:

  1. telefono,
  2. recandosi in un punto vendita,
  3. online.

Occorre poi esibire le informazioni e la documentazione necessarie:

  • la tessera sanitaria dell’intestatario del contratto,
  • un documento di identità valido,
  • l’indirizzo della fornitura,
  • l’ultima bolletta emessa dal fornitore uscente, dalla quale ottenere informazioni circa:
  1. il tipo di utilizzo della fornitura (cottura cibi, riscaldamento e/o acqua calda sanitaria),
  2. il consumo annuo (in Smc),
  3. il codice PDR associato all’utenza, cioè quello che consente di passare da una fornitura all’altra sullo stesso contatore.

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