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APE Sociale 2026: scadenze e domanda online INPS
L’APE Sociale è stata prorogata fino al 31 dicembre 2026. Per ottenere il beneficio occorre prima chiedere all’INPS la verifica dei requisiti entro il 31 marzo, il 15 luglio oppure, come termine finale, il 30 novembre 2026, quindi inviare la domanda di accesso alla prestazione.
L’APE Sociale è l’indennità che accompagna alcune categorie di lavoratori in difficoltà fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia o di un altro trattamento pensionistico diretto.
La misura non è una pensione anticipata vera e propria, ma un sostegno economico pagato dall’INPS a chi possiede almeno 63 anni e 5 mesi, un determinato numero di anni di contributi e rientra in una delle categorie tutelate: disoccupati, caregiver, invalidi civili o addetti a lavori gravosi.
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Segui il canale WhatsAppPer il 2026 restano confermati i principali requisiti di accesso e il limite massimo dell’indennità. Le date da ricordare per presentare la richiesta di certificazione sono il 31 marzo, il 15 luglio e il 30 novembre 2026.
Che cos’è l’APE Sociale 2026
L’APE Sociale, cioè Anticipo Pensionistico Sociale, è una prestazione economica a carico dello Stato ed erogata dall’INPS.
Serve a sostenere i lavoratori che si trovano in particolari condizioni personali o lavorative e che non hanno ancora raggiunto l’età richiesta per la pensione di vecchiaia.
Il beneficio viene riconosciuto su domanda e nei limiti delle risorse finanziarie stanziate. Non è quindi sufficiente avere l’età e i contributi richiesti: l’interessato deve rientrare anche in una delle condizioni espressamente previste dalla normativa.
L’APE Sociale viene corrisposta fino a quando il beneficiario:
- raggiunge l’età per la pensione di vecchiaia;
- consegue una pensione anticipata;
- ottiene un altro trattamento pensionistico diretto incompatibile;
- perde uno dei requisiti necessari.
La proroga riguarda le persone che maturano tutti i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2026.
Possono presentare domanda anche coloro che avevano già maturato i requisiti negli anni precedenti ma non avevano ancora richiesto il beneficio, a condizione che le circostanze necessarie siano ancora presenti.
Scadenze APE Sociale 2026
La domanda da presentare entro le scadenze annuali è, in primo luogo, la richiesta di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE Sociale.
Le tre date previste per il 2026 sono:
| Finestra | Scadenza |
|---|---|
| Prima finestra | 31 marzo 2026 |
| Seconda finestra | 15 luglio 2026 |
| Termine finale | 30 novembre 2026 |
La scadenza del 15 luglio 2026 rappresenta quindi la seconda finestra ordinaria dell’anno.
Chi non riesce a inoltrare la certificazione entro il 15 luglio può ancora presentarla entro il 30 novembre 2026.
Le domande inviate nell’ultima finestra vengono però esaminate successivamente e possono essere accolte soltanto se risultano ancora disponibili risorse finanziarie sufficienti.
Per questo motivo è consigliabile non attendere il termine finale, soprattutto quando i requisiti sono già stati maturati.
Nella valutazione delle domande possono essere considerate anche la vicinanza all’età per la pensione di vecchiaia e la data di presentazione della richiesta.
Chi può richiedere l’APE Sociale nel 2026
Per accedere alla misura bisogna possedere almeno 63 anni e 5 mesi di età, non essere titolari di una pensione diretta e rientrare in una delle categorie tutelate.
Le principali categorie ammesse sono:
- disoccupati;
- caregiver;
- invalidi civili con percentuale almeno del 74%;
- lavoratori dipendenti addetti ad attività gravose.
Disoccupati
Possono accedere all’APE Sociale i lavoratori disoccupati in seguito a:
- licenziamento individuale;
- licenziamento collettivo;
- dimissioni per giusta causa;
- risoluzione consensuale avvenuta nell’ambito della procedura prevista dalla legge;
- scadenza di un contratto di lavoro a tempo determinato.
Nel caso di cessazione di un contratto a termine, il richiedente deve avere svolto almeno 18 mesi di lavoro dipendente nei 36 mesi precedenti la scadenza del contratto.
È inoltre necessario avere terminato integralmente la prestazione di disoccupazione spettante, come la NASpI, e possedere almeno 30 anni di contributi.
La semplice chiusura di un’attività autonoma non consente automaticamente di accedere all’APE Sociale.
Caregiver che assistono familiari con disabilità grave
Rientrano nella misura i lavoratori che, al momento della domanda e da almeno sei mesi, assistono:
- il coniuge;
- una persona unita civilmente;
- un parente di primo grado convivente;
- in determinate condizioni, un parente o affine di secondo grado convivente.
La persona assistita deve essere riconosciuta portatrice di handicap grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104.
Nel caso di assistenza a un parente o affine di secondo grado, è necessario che i genitori o il coniuge della persona disabile abbiano almeno 70 anni, siano affetti da patologie invalidanti oppure siano deceduti o mancanti.
Il caregiver deve avere almeno 30 anni di contributi.
Invalidi civili almeno al 74%
Possono richiedere l’APE Sociale anche i lavoratori con una riduzione della capacità lavorativa riconosciuta pari o superiore al 74%.
L’invalidità deve risultare da un verbale definitivo emesso dalle commissioni competenti.
Anche in questo caso sono richiesti almeno 30 anni di contribuzione.
Non basta avere presentato una domanda di invalidità civile: al momento dell’istruttoria deve essere disponibile il riconoscimento sanitario richiesto.
Lavoratori dipendenti addetti ad attività gravose
Rientrano nell’APE Sociale anche alcuni lavoratori dipendenti che hanno svolto una professione considerata gravosa per almeno:
- sette anni negli ultimi dieci;
- sei anni negli ultimi sette.
In questo caso sono normalmente richiesti almeno 36 anni di contributi.
Tra le professioni che possono rientrare nell’elenco delle attività gravose troviamo:
- insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria;
- tecnici della salute;
- operatori sanitari e sociali;
- addetti all’assistenza personale;
- magazzinieri;
- operai specializzati;
- agricoltori;
- addetti alle pulizie;
- facchini e addetti alla movimentazione delle merci;
- conducenti di veicoli e macchinari;
- operai dell’edilizia;
- lavoratori dell’industria e della manifattura;
- personale non qualificato in agricoltura, pesca e manutenzione del verde.
Per alcuni operai edili, ceramisti e conduttori di impianti per la lavorazione della ceramica, il requisito contributivo può essere ridotto a 32 anni.
Per verificare se una professione rientra tra quelle ammesse, è consigliabile controllare il codice professionale indicato nelle comunicazioni di assunzione e nella documentazione del datore di lavoro.
Sconto contributivo per le lavoratrici con figli
Per le donne è prevista una riduzione del requisito contributivo pari a 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni.
Una lavoratrice appartenente a una categoria per la quale sono richiesti 30 anni di contributi potrebbe quindi accedere con:
- 29 anni di contributi se ha un figlio;
- 28 anni di contributi se ha almeno due figli.
Lo stesso criterio si applica anche ai requisiti di 32 e 36 anni richiesti per alcune attività gravose.
La riduzione riguarda esclusivamente gli anni di contribuzione. Non abbassa il requisito anagrafico, che rimane fissato a 63 anni e 5 mesi.
Quanto spetta con l’APE Sociale 2026
L’importo dell’APE Sociale viene calcolato sulla base della pensione maturata dal lavoratore al momento dell’accesso.
Il beneficiario riceve:
- l’importo della pensione calcolata, quando è inferiore a 1.500 euro;
- un massimo di 1.500 euro lordi al mese, quando la pensione teorica è pari o superiore a tale cifra.
La prestazione viene pagata per 12 mensilità all’anno. Non è prevista la tredicesima.
L’importo dell’APE Sociale:
- non viene rivalutato annualmente;
- non viene integrato al trattamento minimo;
- non può superare 1.500 euro mensili;
- non genera contribuzione figurativa;
- non è reversibile ai superstiti.
Durante il periodo di fruizione, quindi, non vengono accreditati ulteriori contributi figurativi utili ad aumentare la pensione futura.
APE Sociale e lavoro: cosa è consentito
Per ottenere l’APE Sociale è necessario cessare l’attività di lavoro dipendente, autonomo o parasubordinato svolta in Italia o all’estero.
Durante la percezione del beneficio non è possibile svolgere una normale attività lavorativa dipendente o autonoma.
È ammesso esclusivamente il lavoro autonomo occasionale, entro il limite di 5.000 euro lordi all’anno.
Il superamento del limite o lo svolgimento di un’attività incompatibile può comportare:
- la decadenza dall’APE Sociale;
- il recupero delle somme già pagate;
- la formazione di un debito nei confronti dell’INPS.
L’indennità è inoltre incompatibile con alcuni trattamenti di sostegno al reddito collegati alla disoccupazione involontaria e con l’indennizzo previsto per la cessazione definitiva dell’attività commerciale.
Come presentare la domanda APE Sociale 2026 online
La procedura per richiedere l’APE Sociale è composta da due richieste differenti:
- domanda di verifica delle condizioni di accesso;
- domanda vera e propria di APE Sociale.
Confondere le due pratiche è uno degli errori più frequenti.
Prima fase: verifica delle condizioni
Per presentare la richiesta online:
- collegati al sito ufficiale INPS;
- premi su Accedi oppure Accedi a MyINPS;
- autenticati con SPID, CIE, CNS o identità eIDAS;
- apri la sezione dedicata a pensioni e previdenza;
- cerca il servizio relativo alla domanda di pensione;
- entra nell’area dedicata a certificazioni e APE Sociale;
- seleziona la voce per la verifica delle condizioni di accesso;
- compila le informazioni richieste;
- indica la categoria alla quale appartieni;
- allega la documentazione necessaria;
- controlla attentamente il riepilogo;
- inoltra la domanda;
- scarica e conserva la ricevuta con il numero di protocollo.
È possibile accedere direttamente alla pagina INPS dedicata alla verifica dei requisiti dell’APE Sociale.
Seconda fase: domanda di accesso al beneficio
Dopo il riconoscimento delle condizioni, bisogna presentare la domanda di liquidazione dell’APE Sociale.
Il servizio è disponibile nella scheda INPS dedicata alla domanda APE Sociale.
Nel portale occorre:
- accedere con la propria identità digitale;
- selezionare la domanda di APE Sociale;
- verificare i dati anagrafici;
- controllare la posizione contributiva;
- indicare la modalità di pagamento;
- inserire un IBAN intestato o cointestato al richiedente;
- confermare la cessazione dell’attività lavorativa;
- allegare gli eventuali documenti richiesti;
- inviare la pratica;
- salvare la ricevuta.
Quando presentare entrambe le domande insieme
Chi, al momento della richiesta di verifica, possiede già tutti i requisiti dovrebbe presentare contestualmente anche la domanda di accesso all’APE Sociale.
In particolare, è opportuno inviare entrambe le richieste quando risultano già presenti:
- 63 anni e 5 mesi di età;
- il numero di contributi necessario;
- la condizione personale o lavorativa richiesta;
- la cessazione dell’attività lavorativa.
Presentare soltanto la domanda di verifica potrebbe causare la perdita di alcune mensilità.
L’indennità decorre infatti, in genere, dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di accesso, a condizione che tutti i requisiti risultino soddisfatti.
Quali documenti preparare
I documenti da allegare cambiano in base alla categoria del richiedente.
Prima di iniziare la procedura è utile preparare:
- documento di identità;
- codice fiscale;
- IBAN;
- estratto conto contributivo;
- documentazione relativa alla cessazione del lavoro;
- provvedimenti relativi alla NASpI;
- verbale di invalidità civile;
- verbale Legge 104 della persona assistita;
- documentazione sulla convivenza;
- documenti che dimostrano l’assistenza prestata;
- attestazione del datore di lavoro per le attività gravose;
- contratti di lavoro;
- buste paga;
- comunicazioni obbligatorie di assunzione e cessazione.
Per i lavoratori gravosi può essere richiesta un’attestazione compilata dal datore di lavoro.
Tra i modelli disponibili sul sito INPS è presente il modulo AP148, utilizzato per dichiarare lo svolgimento di determinate attività lavorative.
Come controllare lo stato della domanda
Dopo l’invio è possibile verificare l’avanzamento della pratica dal sito INPS.
Bisogna:
- accedere a MyINPS;
- cercare il servizio Stato di una pratica o di una domanda;
- aprire la sezione relativa alle domande pensionistiche;
- individuare la richiesta di verifica oppure la domanda di APE Sociale;
- controllare lo stato della lavorazione;
- verificare la presenza di eventuali richieste di documenti.
È consigliabile controllare periodicamente anche:
- la cassetta postale online INPS;
- le notifiche presenti nell’area personale;
- l’indirizzo e-mail indicato nella domanda;
- eventuali richieste di integrazione documentale.
Una richiesta di documenti non deve essere ignorata. La mancata integrazione entro il termine indicato può rallentare l’istruttoria o comportare il rigetto della pratica.
Domanda tramite patronato o Contact Center
La procedura può essere effettuata anche senza compilare personalmente la richiesta online.
È possibile rivolgersi a:
- un patronato riconosciuto;
- il Contact Center INPS al numero 803 164 da rete fissa;
- il numero 06 164164 da telefono cellulare.
Il patronato può essere particolarmente utile per:
- controllare l’estratto conto contributivo;
- individuare la categoria corretta;
- verificare i periodi di lavoro gravoso;
- preparare la documentazione del caregiver;
- controllare il verbale di invalidità;
- inviare correttamente entrambe le domande.
Anche affidandosi a un intermediario, è opportuno chiedere e conservare la ricevuta telematica con il protocollo della domanda.
Pro tip: controllare i contributi prima dell’invio
Prima di presentare la domanda, accedi al sito INPS e consulta l’estratto conto contributivo.
Controlla che non manchino:
- periodi di lavoro dipendente;
- contributi da lavoro autonomo;
- contributi figurativi;
- periodi di servizio militare;
- maternità;
- disoccupazione;
- versamenti presenti in gestioni previdenziali differenti.
Un periodo mancante può far risultare insufficienti gli anni di contribuzione e portare al rigetto della certificazione.
In presenza di anomalie è consigliabile chiedere subito la correzione della posizione assicurativa, senza aspettare l’esito della domanda di APE Sociale.
Per i lavori gravosi, verifica inoltre che la mansione, il codice professionale e i periodi dichiarati dal datore di lavoro siano coerenti con le comunicazioni obbligatorie disponibili negli archivi.
Errori da evitare nella domanda
Tra gli errori più comuni troviamo:
- presentare soltanto la verifica dei requisiti;
- dimenticare la domanda di accesso alla prestazione;
- inoltrare la richiesta dopo le scadenze;
- non avere concluso la NASpI;
- continuare a lavorare quando è richiesta la cessazione dell’attività;
- allegare un verbale di invalidità non definitivo;
- avere una percentuale di invalidità inferiore al 74%;
- non dimostrare i sei mesi di assistenza come caregiver;
- indicare periodi di lavoro gravoso insufficienti;
- inserire un IBAN non intestato o non cointestato al richiedente;
- non controllare le comunicazioni inviate dall’INPS;
- non rispondere alle richieste di integrazione documentale.
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Conclusione
L’APE Sociale 2026 permette a disoccupati, caregiver, invalidi civili e lavoratori addetti a mansioni gravose di ricevere un’indennità fino al raggiungimento della pensione.
La misura è disponibile per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2026, mantenendo l’età minima di 63 anni e 5 mesi e le condizioni previste per le diverse categorie.
Le date principali da ricordare sono il 31 marzo, il 15 luglio e il 30 novembre 2026.
Chi ha già maturato tutti i requisiti dovrebbe presentare insieme sia la richiesta di certificazione sia la domanda di accesso alla prestazione, controllando prima la posizione contributiva e preparando tutta la documentazione necessaria.
Accedi alla sezione APE Sociale del sito INPS, verifica i requisiti e invia la richiesta entro la prima finestra disponibile, conservando sempre la ricevuta con il numero di protocollo.

